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Dow Jones: guida allo storico indice statunitense

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I Dow Jones indicano una serie di Indici di Borsa, creati da Charles Dow alla fine del XIX secolo. Si tratta degli Indici di Borsa più antichi, che da tempo sono tra i più amati dagli investitori interessati al mercato americano.

Il panorama degli Indici Dow Jones è radicalmente cambiato nel tempo ma restano comunque titoli particolarmente interessanti su cui concentrare i propri investimenti.

Come tutti gli Indici di Borsa, si tratta di un paniere di titoli la cui quotazione segue quella delle società le cui azioni sono rappresentate dall’indice stesso.

Per gli investitori questo si traduce in un titolo che allo stesso tempo è caratterizzato da una bassa volatilità, da un’ottima diversificazione e che permette, la maggior parte delle volte, di ottenere un fedele ritratto della situazione finanziaria ed economica di una Borsa Valori in particolare.

Nel caso del Dow Jones, la Borsa di riferimento è la NYSE, New York Stock Exchange, dove è quotato anche il NASDAQ.

In questa guida non solo approfondiremo il discorso sul Dow Jones, ma una volta chiarito perché è conveniente per investire spiegheremo gli strumenti per farlo. Il principale? Un buon broker di investimenti online come Investous (clicca qui per scoprire la sua guida gratis agli investimenti sul Dow Jones e altri asset finanziari).

Come nasce il Dow Jones

Il primo Indice Dow Jones nasce nel 1882 dall’idea di Charles Dow, fondatore del Wall Street Journal e padre dell’analisi tecnica contemporanea, di fornire agli investitori un unico titolo per tracciare gli alti e bassi di un mercato.

In questo modo gli investitori non dovevano provvedere essi stessi a realizzare una media dell’andamento del mercato e avevano a disposizione, inoltre, un titolo che lo rappresentasse fedelmente.

Il primo indice Dow Jones fu il Dow Jones Transportation Average, del 1882, seguito nel 1885 dal Dow Jones Industrial Average, ancora oggi tra gli Indici di Borsa maggiori al mondo.

Pensati per integrare la Teoria di Dow sull’analisi tecnica, i Dow Jones, nonostante non siano più ritenuti gli indici più affidabili per monitorare la situazione dei mercati americani, continuano ad essere oggetti di forte interesse.

Dow Jones oggi: la S&P Dow Jones Indices

Nel 2011 fu annunciata la joint venture S&P Dow Jones Indices, ovvero l’associazione temporanea, di S&P Global, CME Group e News Corp, della quale fa parte la Dow Jones Company.

La joint venture fu poi lanciata nel 2012 e raccoglie sotto di sé un gran numero di indici e prodotti finanziari.

Tra i principali Indici di Borsa posseduti dalla S&P Dow Jones Indices oggi vi sono l’S&P 500, il Dow Jones Industrial Average e il Dow Jones Transportation Average.

Oltre agli indici tradizionali, la joint venture mette in campo anche alcune delle soluzioni più moderne, come i Sustainability Indices, ovvero Indici di Borsa che raccolgono i titoli delle società impegnate in operazioni di sostenibilità sociale e ambientale e in progetti di riqualificazione economica di alcune aree.

Comprendendo anche una delle più grandi società di rating finanziario al mondo, si tratta di una joint venture che a buon merito è riconosciuta essere tra i cardini degli investimenti e dei mercati finanziari dell’economia statunitense.

Investire sul Dow Jones: i CFD

Investire sugli indici Dow Jones è un attività alla quale si dedicano in molti. I vantaggi degli investimenti in Indici di Borsa, infatti, con bassa volatilità e alta differenziazione, sono stati ulteriormente amplificati con l’introduzione dei CFD.

I CFD (Contracts For Difference) sono strumenti finanziari derivati, immediatamente dipendenti dal titolo che rappresentano, e che permettono di abbassare di molto la soglia di ingresso in un mercato.

Gli Indici, così come tutti gli altri mercati finanziari, infatti, presentano una soglia di svariate centinaia di migliaia di euro.

Senza una simile cifra, investire direttamente è impossibile ed è per questo che gli investimenti in CFD stanno riscuotendo sempre maggior successo.

Questi si rendono disponibili grazie a piattaforme specifiche, i broker, che permettono di realizzare tutte le operazioni di investimento online, grazie al sito e alla app associata.

In questo modo le operazioni di qualificazione del proprio capitale si rendono accessibili praticamente a tutti, anche a chi di finanza e investimenti non sa praticamente nulla.

Proprio per questo noi di CorsoTradingOnline.net consigliamo caldamente di far riferimento a queste tre piattaforme, le migliori sia per offerta che per materiali formativi messi a disposizione degli utenti.

Inoltre sono l’ideale per negoziare anche su altri indici di borsa come il CAC40 il Nikkei il FTSE 100 e molti altri.

1 – Trade.com: una nuova realtà

Trade.com è una realtà che sta facendo molto parlare di sè negli ultimi tempi. Nonostante sia una realtà giovane, l’offerta che mette in campo ha già convinto centinaia di migliaia di utenti grazie a soluzioni innovative.

In particolar modo l’adozione della piattaforma WebTrader per investire online, snella ed efficiente, permette di relazionarsi con strumenti, analisi e grafici in maniera immediata e intuitiva. WebTrader permette di visualizzare in una sola schermata i titoli di un settore specifico o di un mercato, le operazioni da te aperte, il grafico di un titolo in particolare e gli strumenti di lettura avanzati.

Un tutt’uno, questo, che renderà particolarmente semplice realizzare una buona analisi tecnica.

Inoltre, cosa che ci ha sorpreso positivamente, WebTrader permette di investire in IPO, ovvero nel mercato delle società che ancora non hanno visto il pieno ingresso nei mercati azionari ma che, come ad esempio Spotify, sono ancora in fase di “pre-vendita”.

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2 – Investous: per chi vuole imparare

Investous è universalmente riconosciuta come la piattaforma predefinita per chiunque sia interessato ad attraversare tutte le tappe importanti del percorso di formazione, dalle nozioni fondamentali a quelle professionali.

Il broker, infatti, mette in campo una delle guide di trading più complete che il mercato abbia mai visto, un manuale il cui valore di mercato è stato valutato intorno ai 3000 dollari (scarica la guida gratis qui).

Cionondimeno, Investous permette a chiunque si registri di scaricarla gratuitamente e di fruire di un eccellente Account Demo per sperimentare in parallelo ciò che si sta apprendendo.

Con l’Account Demo, infatti, si ha a disposizione una simulazione di trading che segue in tutto e per tutto i movimenti reali di mercato senza che l’utente sia costretto a investire denaro reale per realizzare le operazioni.

Oltre a ciò, Investous offre un servizio di segnali di trading, sempre gratuito, prodotto da Faunus Analytics, una delle migliori società di analisi finanziaria al mondo. I segnali di trading sono analisi già pronte sui titoli più interessanti del momento che vengono comunicate in tempo reale tramite SMS, e-mail o in chat.

Prova anche tu a investire con i segnali e la guida di Investous e apri un conto demo o uno reale con soli 250 euro qui.

Su Investous sono disponibili molti altri indici oltre al NASDAQ tutti molto proficui per operazioni di mercato (per esempio è presente l’AEX, l’IBEX, lo SMI, l’Hang Seng)

3 – eToro: il trading che si fa Social

eToro è una piattaforma decisamente rivoluzionaria, così la definimmo all’inizio analizzandone l’offerta e tale si è rivelata nel corso degli anni.

Leader mondiale nel Social Trading, eToro mette in campo una soluzione alternativa ai lunghi tempi di attesa derivati da un percorso formativo.

Iniziare ad apprendere le basi degli investimenti online, infatti, può prendere dai 4 ai 6 mesi e nel frattempo è saggio non investire denaro reale ma fare pratica esclusivamente con l’Account Demo.

Si tratta di un periodo di gestazione che impedisce agli utenti di perdere poi successivamente tutto il proprio capitale.

Ebbene, con il Social Trading questo tempo di attesa viene completamente annullato.

Nel mentre si stanno apprendendo le basi del funzionamento dei mercati finanziari. Infatti, con eToro è possibile investire in contemporanea i propri soldi copiando le operazioni realizzate dai tanti professionisti che operano sulla piattaforma.

Il Copy Trading, infatti, mette a disposizione degli utenti una vasta gamma di professionisti che si sono distinti nel tempo per un alto tasso di operazioni efficienti. Con pochi click si possono copiare le loro operazioni e registrare profitti simili ai loro e proporzionali alla quantità di capitale investito.

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I maggiori indici Dow Jones

Tra i tanti indici posseduti dalla Dow Jones Company, i maggiori sono tre, a cui si aggiunge il Dow Jones Composite Average che semplicemente li comprende tutti:

1 – Dow Jones Industrial Average

Si tratta di un Indice price weighted, ovvero elaborato sulla base delle quotazioni delle azioni delle 30 maggiori compagnie quotate alla NYSE.

Non essendo calcolato né sulla base della capitalizzazione né sulla media aritmetica ponderata, ma sulla somma dei prezzi delle azioni di ciascuna società.

Divisi per un fattore che muta in corrispondenza delle principali scadenze fiscali, nonostante si tratti di uno degli indici più vecchi. Non è più considerato un indicatore verosimile della situazione dei mercati finanziari americani.

Inoltre, la vecchia referenza al settore industriale è ormai da tempo superata e ha puro valore simbolico, in quanto delle 30 società presenti nell’indice non hanno quasi nulla a che vedere con il settore industriale.

Le prime 10 compagnie del Dow Jones Industrial Average sono anche note come i Dogs of the Dow.

2 – Dow Jones Transportation Average

Come l’Industrial Average, anche il Transportation Average è un indice price weighted, elaborato sulla base delle quotazioni delle 20 compagnie maggiori nel settore dei trasporti americani.

All’inizio, nel 1882, comprendeva appena 11 compagnie di trasporti, 9 su rotaie, una navale e una di trasporti da terra. Con la creazione del settore dei trasporti aerei, infine, l’indice si è arrestato a 20 compagnie totali.

Il Dow Jones Transportation Average è tuttora ritenuto un’affidabile stima dell’andamento del settore dei trasporti statunitense ed è raro che avvenga un cambiamento della composizione dell’indice. Basti pensare che dal 2011 al 2015 sono state cambiare in totale appena 4 compagnie:

  • Alaska Air Group ha sostituito la AMR Corporation nel 2011 in seguito alla bancarotta della seconda;
  • Kirby Corp. ha sostituito nel 2012 la Overseas Shipholding Group Inc.;
  • Avis Budget Group Inc. ha sostituito nel 2014 la GATX Corporation;
  • American Airlines Group è stata inserita, nel 2015, al posto di Con-way;

3 – Dow Jones Utility Average

Si tratta del più recente dei grandi indici della Dow Jones Company, creato nel 1929 quanto il settore dei servizi pubblici si distaccò dal Dow Jones Industrial Average. È un indice price weighted calcolato sulla base delle quotazioni delle 15 maggiori compagnie americane di servizi pubblici quotate alla NYSE.

La maggior parte delle società in lista nell’Indice si occupano della fornitura di acqua e corrente elettrica sul terreno americano è la meno soggetta a cambiamenti, con appena due cambi di società nell’arco di dieci anni:

  • le William Companies sostituite da American Water Works nel 2014;
  • la Sempra Energy che nel 2019 ha rimpiazzato la PG&E Corporation;

Strategie per gli Indici Dow Jones: la Teoria Dow

Per quanto Charles Dow ne fosse l’ideatore, la Teoria Dow non vide una forma compiuta che dopo la sua morte. Riordinando i numerosi scritti che Charles Dow pubblicò sul Wall Street Journal, W.P. Hamilton, R. Rhea e E.G. Schaefer diedero alla Teoria Dow la forma che conosciamo oggi.

Si tratta di una forma di analisi tecnica particolarmente indicata se si prendono in considerazione gli Indici di Borsa della S&P Dow Jones Indices. Partendo dalla considerazione delle variazioni di prezzo delle azioni e integrandole con elementi di rotazione dei settori, la teoria si riassume in sei leggi:

1. Prima legge: i mercati hanno tre movimenti

Vengono individuati tre momenti cruciali del mercato:

  • Movimento primario o principale; che può durare da poco meno di un anno fino a parecchi anni, e che può essere sia rialzista (bullish in termini tecnici) o ribassista (bearish);
  • Oscillazione media; che può durare da tre mesi fino ad un decennio, e ritraccia il prezzo del titolo dall’ultima fase di una percentuale che varia dal 33% al 66%;
  • Oscillazione corta, che può durare per ore o mesi, che vede una momentanea correzione opposta al movimento principale;

2. Seconda legge: i trend hanno tre fasi

Secondo la Teoria Dow, i trend di mercato hanno tre fasi fondamentali:

  • Fase di accumulazione, dove gli investitori operano sul titolo contrariamente l’opinione complessiva del mercato. In questa fase il prezzo non cresce di molto in quanto la domanda di azioni è minore rispetto al numero di azioni rilasciate dal mercato;
  • Fase di assorbimento, dove gli investitori più preparati tecnicamente o gli studiosi dei trend si accorgono del titolo. In questa fase si assiste ad una speculazione particolarmente forte;
  • Fase di distribuzione, fase in cui gli investitori iniziano ad immettere le proprie partecipazioni sul mercato;

3. Terza legge: il mercato sconta ogni informazione

Il mercato reagisce prontamente alle informazioni che gli giungono dal mondo. Aggiustando i prezzi sulla base delle stesse, coerentemente a quanto affermato dalla efficient-market hypothesis (EMH);

4. Quarta legge: le medie di mercato si confermano a vicenda

Questa legge è particolarmente utile se si decide di investire in tutti gli indici creati da Charles Dow. Benché oggi non mantenga la stessa validità di una volta, permetteva agli investitori di impiegare gli indici per sondare efficacemente il mercato americano;

5. Quinta legge: i trends sono confermati dai volumi

Si tratta di una legge particolarmente utile se viene applicata ad indicatori di trading particolari come le Medie Mobili e il CCI. Dow credeva, infatti, che i movimenti di prezzi fossero in relazione stretta con le variazioni dei volumi.

In particolare, Charles Dow aveva ipotizzato che se i mutamenti dei prezzi erano accompagnati da grossi volumi allora era chiaro indice che il trend corrente fosse quello dominante.

Per questo gli investitori si sarebbero dovuti attendere una sua prosecuzione e un suo sviluppo fintantoché il livello dei volumi si fossero mantenuto costanti.

6. Sesta legge: i trends persistono fintantoché non sopraggiungono segnali che ne indicano la fine

Charles Dow era un fervido sostenitore dell’analisi basata sulle tendenze di mercato.

A meno che non vi fossero chiari segnali della fine di un trend, rintracciabili sulla base delle leggi precedenti, la tendenza dei prezzi di un titolo si sarebbe mantenuta costante nel complesso a prescindere dalle momentanee oscillazioni correttive.

In conclusione

In conclusione possiamo affermare che uno studio degli Indici di Borsa della Dow Jones Company significa ripercorrere insieme a quelli tutta la storia delle finanza moderna. A partire da Charles Dow fino a tutti gli analisti che nella storia si sono concentrati sui suoi indici.

Oggigiorno il Dow Jones è un titolo saldo, che ha perso buona parte della propria significatività in campo macro-finanziario (ovvero non è più utile a capire il trend generale del mercato statunitense), ma che rappresenta lo stesso un ottimo investimento.

Come è noto ai nostri lettori, le piattaforme che di volta in volta consigliamo sono quelle ottimizzate per la tipologia di investimento trattata, motivo per cui, oggi come oggi, nessun broker meglio di Trade.com, Investous e eToro, risulta essere adatto a preparare l’utente ad investire su un titolo dalla storia plurisecolare come gli Indici di Borsa Dow Jones.

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