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Analisi fondamentale

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Cos’è l’analisi fondamentale? Caro lettore ti diamo il benvenuto a questa nuova guida firmata CorsoTradingOnline.net. Nel corso della guida parleremo di analisi fondamentale e di come questa disciplina può impattare l’attività di trading di qualsiasi operatore finanziario.

Perché abbiamo deciso di dedicare una guida approfondita al solo tema dell’analisi fondamentale? Perché questa tipologia di analisi, insieme all’analisi tecnica, rappresenta il punto di partenza per raggiungere qualsiasi grado di successo facendo trading online.

La verità è che pochi traders ne hanno sentito parlare e conoscono veramente in cosa consiste l’analisi fondamentale. Ma è proprio a causa dell’ignoranza su fattori determinanti come questo che la maggior parte dei traders perde capitali. Voler fare trading senza conoscere l’analisi fondamentale è come voler fare canottaggio senza i remi: è praticamente impossibile.

Vista l’importanza di questa tematica indispensabile, abbiamo pensato di creare un contenuto che spieghi in modo semplice ma efficace le basi della materia. Fare analisi fondamentale non è impossibile e non è una cosa riservata soltanto ai professionisti del settore trading.

Chiunque può riuscire a farla e aumentare i propri risultati nel campo del trading online e quando parliamo di risultati, intendiamo profitti! Questa ci sembra sicuramente un’ottima ragione per continuare a leggere la guida. Per questo ti invitiamo a investire una piccola parte del tuo prezioso tempo su questa pagina. Perché il tempo speso a imparare qualcosa di nuovo è sempre un investimento (soprattutto nel campo del trading dove la conoscenza è potere).

Analisi fondamentale: cos’è e come funziona?

Come tipico del nostro portale CorsoTradingOnline.net, anche in questa guida vogliamo mantenere i discorsi più semplici e graduali possibile. Ci rendiamo conto che per molti lettori i concetti del trading, se troppi e troppo tecnici, possono risultare indigesti. Dunque, partiamo dalla base, ecco una definizione di analisi fondamentale:

Per Analisi Fondamentale si intende quella disciplina che studia l’andamento di mercato degli asset basandosi su eventi e dati macro, ma anche su qualsiasi altro fattore esterno che possa influenzare l’andamento del prezzo in futuro. 

Da questa definizione si possono intuire subito alcune cose:

  1. L’analisi fondamentale è uno studio, quindi si tratta di una disciplina scientifica, che si rivela affidabile nella maggior parte dei casi in cui viene applicata al trading online.
  2. Questo genere di analisi permette sostanzialmente di fare previsioni sui mercati finanziari. Questo non vuol dire avere il potere della preveggenza, ma significa riuscire a stimare con la massima approssimazione possibile quello che potrebbe accadere su un mercato in base alle informazioni provenienti da dati concreti.
  3. Studiando qualsiasi fattore possa influenzare l’andamento di un mercato, tale disciplina consente al trader di fare proiezioni su quello che potrebbe essere il prossimo sviluppo di mercato e quindi di seguito sarà possibile studiare la strategia di trading più adeguata e meno rischiosa, in base ai movimenti di prezzo che è lecito attendersi.

Qualsiasi trader professionista fa uso dell’analisi fondamentale, senza alcuna eccezione. Forse soltanto chi utilizza tecniche estreme come lo Scalping, può permettersi di ignorare l’analisi fondamentale. Questo però è possibile solo perché si sceglie di operare sul brevissimo termine con tecniche al limite. Altrimenti l’analisi fondamentale resta sempre l’opzione ideale.

Analisi fondamentale e mercati: un rapporto stretto

Come abbiamo approfondito in altri articoli e guide i traders hanno 3 scelte temporali di base per operare sui mercati:

  1. Investire sul breve termine
  2. Investire sul medio termine
  3. Investire sul lungo termine

Se per il breve termine molti traders preferiscono l’analisi tecnica (usando indicatori come le Onde di Elliott e altri) per qualsiasi altro orizzonte temporale di investimento l’analisi fondamenta resta semplicemente… fondamentale! I traders che la preferiscono anche per operazioni di breve termine non mancano di certo, ma in linea di massima l’analisi fondamentale da i suoi maggiori risultati soprattutto se usata per investire sul medio e sul lungo termine.

Per i professionisti che la usano tutti i giorni questa disciplina è una forma di arte. Questo perché affinché sia efficace l’analisi fondamentale deve essere corredata dalle giuste interpretazioni. Ma cosa significa? Fare analisi ha sempre una componente discrezionale che dipende dall’interpretazione che il trader offre di un determinato evento o fenomeno.

Dare la corretta interpretazione degli avvenimenti è l’unico modo in cui l’analisi fondamentale può essere davvero efficace. Infatti, non sempre è immediata la correlazione cause/effetti sui mercati. Ciò significa che non sempre l’evento X porterà alla conseguenza Y. Per questo chi fa analisi fondamentale deve essere bravo ad offrire la giusta interpretazione dei fatti per prendere la decisione giusta.

Per fortuna, nella maggior parte dei casi, gli eventi e le notizie cicliche annuali che notoriamente influenzano i mercati hanno quasi sempre lo stesso effetto. Anche laddove un principiante possa trovare difficoltà a comprendere quali potrebbero essere gli effetti di una data notizia su un dato mercato, esiste sempre la possibilità di andare a verificare in passato cosa è successo quando quello stesso evento si è verificato.

Il ruolo della macroeconomia

Non a caso l’analisi fondamentale è conosciuta anche con il nome di analisi macroeconomica. Queste terminologie vengono utilizzate perché gli studi sui mercati che rientrano nell’analisi fondamentale hanno quasi tutti a che fare con la macroeconomia.

Come riportato su Wikipedia: “in economia la teoria macroeconomica (o semplicemente macroeconomia) è un ramo dell’economia politica che, diversamente dalla microeconomia che studia i comportamenti dei singoli operatori economici, studia invece il sistema economico a livello aggregato”.

Si tratta dunque di un campo di studi generalista e universale che studia il grande per arrivare al piccolo, ovvero quello che accade sul singolo mercato finanziario dove il trader è intenzionato a fare investimenti.

In buona sostanza quindi, con le analisi macroeconomiche si vanno a determinare tutti i fattori di portata globale che possono impattare la domanda e l’offerta di un determinato asset. Il prezzo di un bene, infatti, che sia un’azione, una valuta o una materia prima, viene sempre determinato dalla legge della domanda e dell’offerta.

Per questo l’analisi fondamentale è efficace su qualsiasi tipo di mercato e di asset finanziario, senza alcuna eccezione. Si può usare sia per comprendere quali saranno i futuri andamenti del mercato più grande e importante al mondo che è il Forex, sia per studiare, a un livello più specifico, tutti i fattori che influenzano le quotazioni di una specifica azienda in borsa, allo scopo di capire se le sue azioni si apprezzeranno o deprezzeranno.

Analisi fondamentale e correlazioni di mercato

Come è possibile fare analisi macroeconomica e capire realmente quello che accadrà su un certo mercato? Come è possibile che l’analisi fondamentale permetta di fare previsioni così precise sugli andamenti di mercato? Tutto questo è possibile perché il mercato è come un grande sistema totalizzante. Un tutto unico perfettamente correlato. 

Soprattutto oggi nel mondo globalizzato in cui viviamo i mercati sono completamente legati gli uni agli altri. Per fare un esempio basterà ricordare come la crisi greca del 2009 rischiava di far crollare tutto il sistema economico dell’Unione Europea con un grande effetto domino.

Ma questi meccanismi ed effetti sono altrettanto potenti anche su scala globale. Basti pensare a quanto accaduto nel 2008 con la crisi dei mutui sub-prime. Quel fenomeno iniziato negli Stati Uniti d’america stava portando a un default generalizzato su livello mondiale. Solo con un grandissimo sforzo le banche centrali sono riuscite a contenere i danni.

La correlazione dei mercati

La correlazione è uno dei fattori cardine dell’analisi fondamentale. So tratta della misura del rapporto tra due variabili. La correlazione può essere suddivisa in due tipologie:

  • può essere positiva e in questo caso le variabili si muovono nella stessa direzione
  • può essere negativa e in questo caso le variabili si muovono nella direzione opposta.

Insomma, si tratta di un rapporto proporzionale o inversamente proporzionale. Il “tasso di correlazione” indica quanto le due variabili sono collegate e si influenzano l’una con l’altra. Un esempio classico di correlazione riguarda le obbligazioni. Prendiamo il caso di quando i prezzi delle obbligazioni e dei rendimenti obbligazionari sono inversamente correlati.

Quando i prezzi delle obbligazioni aumentano, i rendimenti cadono e vice-versa. In questo caso si parla di una correlazione negativa tra prezzo e rendimento. I mercati finanziari sono pieni di correlazioni. E gli investitori professionisti prestano loro la massima attenzione. Fino a quando un determinato trend dura, le correlazioni (positive o negative) tra l’andamento di azioni, valute e materie prime sono un punto di riferimento per capire come muoversi e quindi come guadagnare.

I traders professionisti, quelli che guadagnano di più, riescono a intercettare prima degli altri quando alcune correlazioni saltano e a cogliere prima degli altri l’emergere di nuove correlazioni, nuovi trend che nascono. Grazie a questa loro capacità possono incrementare i profitti a dismisura. Ma l’aspetto interessante è che imparare le correlazioni non è difficile, soprattutto perché ne esistono alcune standard.

Analisi fondamentale come strumento di trading

Come vedremo a breve l’analisi tecnica è la controparte dell’analisi fondamentale e ci sono traders che propendono per l’una o per l’altra disciplina. Chi sceglie di impostare la sua azione sull’analisi fondamentale per avere successo nel trading online è denominato fondamentalista.

Questa figura è da sempre stata inquadrata soprattutto nell’ambito del mercato azionario, ovvero il mercato dove si negoziano le azioni di grandi aziende come Facebook, Prysmian o Nike. Il lavoro del fondamentalista, dunque, di base è sempre stato quello di analizzare il potenziale di crescita di un’azienda per stabilire la convenienza nell’acquisto delle sue azioni.

Ecco i 3 principali approcci al trading dell’analisi fondamentale:

  • ANALISI CONTESTO MACROECONOMICO: come abbiamo visto in questo caso le valutazioni si fanno di portata globale e riguardano le diverse aree economiche principali distribuite sui vari continenti, questo modo diventa possibile determinare i mercati su cui investire.
  • ANALISI SETTORIALE: in seconda battuta esiste l’analisi settoriale che riguarda più nello specifico le prospettive di business di un determinato settore economico. L’analisi in questione richiede conoscenze specifiche di quel determinato settore, o comunque è necessaria una buona capacità di accesso alle fonti. Le valutazioni in questo caso possono andare anche oltre i fattori economico finanziari perché i settori analizzati possono essere i più vari (nanotecnologie, biotecnologie, high tech etc.).
  • VALUTAZIONE AZIENDALE: infine con l’analisi tecnica, lo accennavamo poc’anzi, si fanno analisi specifiche su singole società, il che è un ottimo approccio anche per il piccolo investitore principiante. Qui è necessario analizzare i bilanci pubblici e costruire quindi opinioni solide su quello che può essere il valore intrinseco di una società. Fatto questo avviene un confronto con la valutazione espressa dal mercato, questo può portare a riconoscere la sopravvalutazione o la sottovalutazione di un’impresa. Di qui partono le decisioni di investimento.

Investire nell’azionario con l’analisi fondamentale

Ecco un piccolo approfondimento su come investire nel mercato azionario con il supporto dell’analisi fondamentale. Entriamo un minimo in dettagli più tecnici su come queste analisi vengono portate avanti, ma l’investitore principiante non dovrà preoccuparsi molto delle difficoltà nel fare queste valutazioni perché molto spesso vengono rese disponibili già pronte da professionisti del settore.

In prima battuta per investire nell’azionario si può usare l’approccio della valutazione aziendale secondo gli indici di bilancio che sono 3:

  • Indice di solidità (DEBT/EQUITY): qui parliamo di un indice molto importante perché descrive il rapporto tra indebitamento finanziario e patrimonio netto. Esprime la dipendenza dell’ impresa dalle fonti di finanziamento esterne ed anche la vulnerabilità dell’ impresa a variazioni nei tassi di interesse. Insomma, questo indice è in grado di far comprendere qual è la reale solidità di un’azienda quotata in borsa.
  • Indice di redditività (ROI): si tratta del rapporto tra utile operativo e capitale investito. Serve a quantificare la capacità di generare reddito con l’ attività tipica dell’ impresa. Questo indice può essere considerato soddisfacente se supera il costo dell’indebitamento. In tal caso risulta conveniente all’impresa prendere danaro in prestito per investirlo nell’attività caratteristica (leverage).
  • Indice di redditività globale (ROE): rapporto tra utile netto e patrimonio netto. Esprime la capacità di remunerare il capitale proprio ed è un indicatore sintetico di efficienza. E’ soddisfacente se supera il tasso di rendimento di investimenti privi di rischio (titoli di Stato).

Indicatori Economici per Analisi Fondamentale

Se in origine, dunque, l’analisi fondamentale era considerata soprattutto appannaggio di coloro che operano sul mercato azionario, ormai l’approccio è cambiato perché gli studiosi si sono resi conto che il metodo dell’AF può essere utilizzato in qualsiasi altro mercato con pieno successo.

Di seguito andiamo ad approfondire la questione degli indicatori economici, ovvero tutti quei parametri che possono andare a influenzare il prezzo di un asset durante il suo corso di mercato. Tenerli sempre sotto controllo può aiutare a capire il momento adatto per comprare o vendere valute, azioni e altri asset finanziari.

Gli indicatori economici insomma non sono altro che dati e statistiche utili a fare previsioni su lassi di tempo specifici. Grazie ad essi è possibile estrapolare le stime di crescita di un dato mercato per i mesi successivi. Le informazioni prodotte dagli indicatori vengono sfruttate da chiunque usi l’analisi fondamentale come proprio cavallo di battaglia.

Allorquando ci si pone a fare l’analisi di un mercato per capire che tipo di investimento sia necessario, la strategia migliore è quella di confrontare e mettere insieme i risultati di uno o più indicatori. Qualora i dati di molti indicatori collimano e vanno tutti nella stessa direzione allora questo è un segnale deciso che può indicare la futura tendenza dei prezzi con buona precisione.

Sui principali indicatori economici che andremo a discutere non solo prendono le decisioni i traders, ma anche i decisori politici ed è proprio così che l’economia influenza la politica e viceversa. Questo è l’affascinante mondo della macroeconomia e determina il presente e il futuro di governi e nazioni che non possono ignorare gli indicatori economici per prendere le loro decisioni. Lo stesso devono fare anche i traders (si possono aiutare anche con il calendario economico).

PIL: il ruolo del Prodotto Interno Lordo

Era il 1971 quando l’economista Simon Kuznet ricevette il premio nobel per l’economia. In parte la sua vittoria fu dovuta anche all’invenzione di un nuovo indicatore destinato ad avere un enorme impatto: il PIL o prodotto interno lordo. 

Il PIL assume il ruolo fondamentale per quantificare la produttività di un paese e la sua capacità di produrre ricchezza. Non si tratta quindi di un metodo per misurare la ricchezza stessa, ma la capacità di una nazione di produrla. Si può pensare al PIL come al valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti da una nazione.

Grazie a queste sue caratteristiche il PIL viene considerato anche come un indicatore del benessere di una nazione. Questo anche perché al PIL spesso si affianca il paragone con il debito pubblico nazionale, in quanto il prodotto interno lordo è un indicatore in grado di definire la capacità di ripagare il debito stesso.

In generale uno Stato può avere un debito pubblico elevato, ma anche un PIL elevato (es. Stati Uniti) senza per questo incorrere in situazioni di pericolo finanziario ovvero di rischio insolvenza: quello che importa è il rapporto e l’andamento reciproco delle due grandezze, in quanto il PIL in questo caso rappresenta un indice di quanto lo Stato è in grado di risanare il proprio debito pubblico tramite ad esempio imposizione fiscale e relativo gettito fiscale.

I dati relativi al PIL vengono comunicati 4 volte l’anno e rappresenta la somma di tutti i beni e servizi prodotti da una nazione nell’arco dell’anno. Se il PIL non cresce è evidente che nemmeno la nazione sta crescendo e questo ha una ricaduta sul trading perché dati negativi sul PIL si trascinano dietro molto spesso anche trend negativi di mercati come:

  • Mercato bancario
  • Mercato azionario
  • Mercato Forex

Viceversa se il PIL è in crescita i mercati ne risentono positivamente e si genera un clima di fiducia sulla stabilità finanziaria di un Paese.

Lavoro: i dati sull’occupazione

I dati sull’andamento del mercato del lavoro sono importantissimi per chi si occupa di trading online. Soprattutto per chi fa trading sul Forex è fondamentale conoscerli e capire che tipo di impatto potrebbe esserci sui mercati di interesse. I dati sull’occupazione sono importanti perché anch’essi riflettono l’andamento generale dell’economia di un paese o di settori specifici della stessa.

L’interpretazione di una data economia si fa anche attraverso la conta dei posti di lavoro che vengono creati. Bisogna sapere anche quale percentuale di forza lavoro è effettivamente occupata ed anche il numero di persone che sono alla ricerca attiva di un lavoro. A tutti questi dati vanno aggiunti infine i numeri di coloro che hanno fatto richiesta di un sussidio di disoccupazione.

I principali indicatori sul mercato del lavoro sono:

  1. Tasso di disoccupazione: gli indici sul tasso di disoccupazione sono rilasciati una volta al mese e parlano dei risultati di tutte le indagini svolte da studiosi di settore che vagliano la situazione di aziende e cittadini. Il tasso di disoccupazione è espresso dal numero di persone che non hanno lavoro ma si trovano alla sua ricerca. L’aumento della disoccupazione deve essere visto sempre come una spia che deve mettere all’erta, al contrario una diminuzione della disoccupazione è sempre una buona notizia.
  2. Tasso di occupazione: questa è l’altra faccia della disoccupazione e indica il numero di persone che durante il mese precedente hanno trovato impiego.
  3. Richiesta di sussidio: questo dato mostra quante persone hanno fatto richiesta di sussidio di disoccupazione nel periodo di riferimento. Questo indicatore quindi parla di quante persone hanno perso il lavoro e hanno bisogno del sussidio per sostentarsi. Quando il mercato del lavoro non funziona questo dato impatta molto i mercati.

I dati sull’occupazione sono importantissimi in analisi fondamentale perché permettono di capire in quale stato si trova l’economia nazionale, ma anche la capacità di spesa e di consumo delle persone, che a sua volta si ripercuote sui conti statali.

Quando invece i dati indicano un aumento dei posti di lavoro il dato può essere preso molto positivamente e così può verificarsi la crescita del prezzo di una valuta o di aziende che si trovano nel settore dal quale provengono i dati positivi riguardanti l’occupazione.

Il peso dell’Inflazione

Incredibile peso nel campo dell’Analisi Fondamentale ha anche l’Inflazione. Si tratta di un indicatore che può diventare vera e propria ossessione per alcuni paesi, visto il peso che ha sulla loro economia. Le banche centrali invece ne fanno il fulcro delle loro politiche monetarie, un punto di riferimento da seguire in grado di orientare il loro operato.

Cos’è esattamente l’inflazione? Si tratta della variazione del prezzi relativi espressa in termini percentuali. Essa viene rilevata in un dato periodo di riferimento e nel punto più basso della filiera: ovvero il commercio al dettaglio, ciò significa che per conoscerla è necessario fare riferimento ai prezzi di prodotti e servizi come arrivano al consumatore.

Per calcolarla di prendono in considerazione i prezzi dei beni di più largo consumo. Si tratta quindi di un paniere elaborato da esperti che genera dati sui due tipi principali di inflazione:

  • Complessiva: questo genere di inflazione è quella che prende in considerazione l’insieme dei beni standard.
  • Core: dalla parola inglese “core” deriva l’altra tipologia ovvero quella che considera i prodotti e servizi che hanno i prezzi più volatili.

L’inflazione impatta moltissimo il mercato valutario e tutta l’economia reale. Per prima cosa impatta la domanda e l’offerta. Quando i prezzi tendono a salire aumenta la domanda perché il consumatore vuole assicurarsi il dato bene prima che salga ancora di prezzo, allo stesso modo quando i prezzi si abbassano si tende a ritardare l’acquisto perché si è certi di avere la disponibilità economica anche in futuro e quindi si abbassa la domanda.

Nel trading l’inflazione impatta nel breve periodo, e quindi va presa in considerazione da chi mantiene le sue posizioni aperte per un lasso di tempo ristretto, e addirittura da chi si cimenta nell’intraday. Da questo punto di vista, l’inflazione si compone esattamente come un market mover di media-alta potenza. Nell’immediato ha il potere di sconvolgere gli andamenti di mercato.

Bilancia dei pagamenti

Parliamo ora di bilancia dei pagamenti ovvero della registrazione delle transazioni che vengono effettuate dai residenti di un certo Paese nei confronti del mondo esterno. Parliamo di un indicatore di pura e semplice contabilità che si pone come obiettivo quello di rilevare le operazioni che vengono effettuate tra i residenti di un’economia e i non residenti in un determinato periodo di tempo.

La bilancia dei pagamenti si forma di due conti:

  1. Conto delle partite correnti: si riferisce alla conta di beni e servizi
  2. Conto capitale: si riferisce agli acquisti e alle vendite di attività finanziari e reali come azioni, obbligazioni e immobili.

La bilancia dei pagamenti è utile perché aiuta a determinare come stanno andando i flussi economici di un Paese, da esempio può aiutare a capire se una certa nazione è attraente dal punto di vista degli investimenti o meno tenendo conto dei capitali che vengono dall’esterno.

La bilancia commerciale (BOT) si esprime attraverso una semplice equazione che è la seguente:

BOT = esportazioni totali del paese X – il totale delle importazioni dal paese X

Sulla bilancia dei pagamenti possono verificarsi Surplus ovvero quella situazione in cui vi sono dati positivi. Questo significa il paese in questione dipende maggiormente dalle esportazioni rispetto che alle importazioni.

In questo momento nel mondo Paesi come il Canada, la Germania o il Giappone sono in grado di vantare una bilancia commerciale con surplus. Questo perché hanno economie in salute e possono godere di tassi di risparmio più elevati.

Quando invece la bilancia dei pagamenti è in deficit i conti vanno in passivo. Questo significa che nel dato Paese vi è una carenza di esportazioni. Tuttavia un deficit negativo non sempre è associato con reazioni negative da parte dei mercati. Spesso può essere dovuto soltanto ai naturali cicli economici. Non a caso importanti Paesi con economie in enorme espansione come Stati Uniti e Cina hanno una bilancia in deficit.

Il fattore Debito Pubblico

Infine non può mancare anche un cenno al debito pubblico come importante fattore per l’analisi fondamentale. Da anni ormai soprattutto noi italiani quando seguiamo le notizie ce n’è quasi sempre una relativa al debito pubblico e a quanto sia aumentato. Si sente spesso dire che ognuno di noi ha sin dalla nascita un debito di 38 mila euro. Ma tutto questo cosa significa?

Quando il debito pubblico aumenta questo deve essere sempre motivo di preoccupazione per un governo. Soprattutto se parliamo di paesi già fortemente indebitati come il caso dell’Italia, l’aumento del debito può rappresentare un forte segnale di instabilità economica.

Questo dato rappresenta il valore totale del debito accumulato da uno Stato che viene finanziato attraverso l’emissione di titoli di stato. Questo fattore non è da confondersi con il “disavanzo” che invece rappresenta eccessive uscite dalle casse dello stato rispetto alle entrate su base annua.

Il Trattato dell’Unione Europea stabilisce che ogni nazione dovrebbe avere un debito non superiore al 60 per cento del proprio PIL. Ma questa soglia è stata già abbondantemente superata da molte nazioni europee, l’Italia si trova già oltre il 130 per cento e per questo deve fare molta attenzione ogni qual volta effettua una nuova manovra economica.

Analisi fondamentale conclusioni

Il mondo della finanza e dei mercati è spaccato in due. Da una parte ci sono forti sostenitori che pensano che il modo migliore e più affidabile di negoziare sia scegliere l’analisi fondamentale, molti altri credono che per avere successo nel trading  bisogna affidarsi all’analisi tecnica.

Come abbiamo avuto modo di vedere nel corso di questa guida l’analisi fondamentale è già di per se un piccolo universo dove è possibile imparare e avere sotto mano tantissimi dati utili per investire. Allo stesso modo l’analisi tecnica rappresenta un’altra faccia della stessa medaglia.

È impossibile dire quale approccio sia meglio dell’altro, ma forse in fin dei conti si tratta anche di una disputa piuttosto stupida e fine a se stessa. L’importante è che ognuno usi le tattiche e strategie di analisi che preferisce e che crede lo portino più spesso possibile al risultato.

L’approccio migliore secondo noi di CorsoTradingOnline.net è quello che prevede un bilanciamento delle due forme di analisi. I due approcci andrebbero uniti e utilizzati anche in parallelo allo scopo di ottenere i dati più affidabili possibili e poi dopo pensare ad investire.

Quel che è certo è che mettendo in campo i principi dell’analisi fondamentale qui presentati, da decenni esistono traders in grado di fare profitti importanti e di portare a casa i risultati desiderati, grazie a una strategia e a un modello di analisi efficace.

 

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