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Indicatori di trading

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Sei un principiante e vorresti scoprire i segreti del trading online per guadagnare con questa professione? Oppure sei già nel settore, ma non riesci a raggiungere i guadagni che desideri? Perfetto, allora sappi che abbiamo la soluzione per te.

Qui su CorsoTradingOnline.net ci occupiamo proprio di offrire soluzioni ai traders perché possano migliorare le loro performance. Questo si può fare in maniera molto più semplice e diretta di quanto tu possa essere portato a pensare. A volte basta solo usare i giusti indicatori di trading!

Molti traders, soprattutto principianti, non riescono a spiegarsi come fanno oggi sempre più persone a vivere di trading. Si tende a pensare che ci sia qualche segreto ben nascosto, oppure pensano che i professionisti del trading siano una sorta di geni inimitabili al cui livello è impossibile elevarsi.

Niente di tutto questo è vero. Oggi fare trading di successo è solo una questione di utilizzo degli strumenti giusti, ma in realtà lo era anche in passato. La grande differenza è che se un tempo solo in pochi avevano accesso a risorse e strumenti di trading e dovevano fare lunghi per percorsi per imparare a utilizzarli, oggi tutto quello che serve è disponibile in rete e gratis.

Quindi, se davvero vuoi fare del trading la tua fonte di reddito e profitto, non perdere il prosieguo di questa guida. Investi 10 minuti del tuo tempo in una lettura dedicata agli indicatori di trading e acquisisci piena consapevolezza del loro potenziale per investire sui mercati finanziari. Un giorno potresti quando avrai successo nei tuoi investimenti potresti trovarti a benedire questa scelta.

Cosa sono gli Indicatori di Trading?

Un indicatore è una costruzione matematica. Nel campo del trading online gli indicatori vengono usati per fare analisi tecnica. Attraverso di essi si elaborano dati relativi al passato andamento dei prezzi di mercato di un qualsiasi bene o titolo, allo scopo di prevedere il suo andamento futuro.

Gli indicatori sono davvero molti e sono stati creati dagli analisti appassionati di mercati finanziari allo scopo di riuscire a leggere quello che accade sulle quotazioni degli asset. Servono allo scopo di interpretare i mercati studiando le possibili future mosse di compratori e venditori, le due controparti presenti su qualsiasi mercato.

Gli indicatori di trading, dunque, sono una parte fondamentale dell’analisi tecnica, ma non vengono quasi mai utilizzati da soli. Al loro fianco si cerca di usare sempre anche altre misurazioni e i dati provenienti da conformazioni grafiche (le “forme” che si creano dalle oscillazioni del prezzo di un asset di mercato).

Gli indicatori si dividono in due grandi categorie:

  • Indicatori: per indicatore vero e proprio si intendono quei modelli matematici che si possono osservare lungo la tendenza in atto sul mercato senza alcun range predefinito.
  • Oscillatori: invece gli oscillatori possono sempre essere considerati indicatori, ma con la differenza che si muovono all’interno di un range predefinito, oppure intorno ad una linea, “oscillano” appunto.

Gli indicatori possono essere usati per fare trading su qualsiasi asset o mercato. La loro efficacia è sempre la stessa perché si tratta di pura e semplice matematica.

Ogni bene o titolo che è soggetto a scambi, che si tratti di coppie di valute del Forex oppure di azionario, ha un suo prezzo che a sua volta è soggetto a tutte le leggi generali dei mercati. Gli indicatori e oscillatori analizzano proprio il prezzo e il suo andamento passato, quindi sono solo imparziali osservatori dei mercati.

Una volta che il trader ha raccolto le informazioni che provengono dagli indicatori e dagli oscillatori, solo allora sarà davvero in grado di prendere una decisione su come investire. Se poi i dati degli indicatori vengono anche incrociati con tutte le altre possibili fonti a disposizione, ecco che il trading diventa vincente 8 volte su 10. Forse è questo il grande segreto dei professionisti del settore.

Indicatori di trading e segnali operativi

In cosa consiste il lavoro di un trader? Come spende il suo tempo al lavoro un operatore finanziario? La maggior parte del tempo viene usato per fare analisi sui grafici di prezzo.

In effetti, non sembra una prospettiva molto divertente. A chi piacerebbe passare ore tra grafici e numeri? Per un principiante questa è una prospettiva davvero poco attraente, ma comincia a piacere e anche molto non appena si vedono i guadagni arrivare sul conto di negoziazione.

In pochi sanno che i traders passano diverse ore a fare analisi di mercato. Ma se così non fosse perderebbero immediatamente i soldi che investono. Anzi, è proprio in virtù di queste analisi che si comincia a guadagnare. Se non si usassero gli indicatori di trading non si avrebbe alcun mezzo sul quale basare le proprie decisioni, in altre parole si opererebbe a casaccio.

Per fortuna gli indicatori sono gratuiti e sempre disponibili per risolvere i problemi e facilitare la vita a chi investe, non servono certo a complicarla.

Come nasce un “segnale di trading”?

I traders vivono per ricevere “segnali di trading” dal mercato. Ma di cosa si tratta esattamente? I segnali di trading sono quella serie di indicazioni che permettono di stabilire con esattezza il momento migliore per entrare e uscire dal mercato.

Operare in base ai segnali serve per raggiungere i due obiettivi principali di ogni negoziazione:

  • Massimizzare i profitti
  • Limitare le perdite

Facciamo l’esempio di una sessione di trading. Parliamo di una situazione-tipo in cui si trova ogni giorno qualsiasi trader, principiante o esperto che sia.

Una volta deciso di cominciare a negoziare, ci si trova in compagnia del computer ed ecco che si parano davanti agli occhi grafici di prezzo di asset come ad esempio petrolio, oro, l’euro/dollaro etc. I grafici mostrano linee, segni, numeri e molti altri elementi.

Chi non è abituato a guardarli probabilmente dopo 5 minuti ha già il mal di testa, ma è proprio questo il momento in cui si comincia a fare analisi per mettere ordine e cercare di comprendere qual è la situazione del mercato prescelto per l’investimento. Questo è il momento in cui entrano in gioco gli indicatori.

Indicatori di trading: tutte le tipologie

Oltre alla differenziazione generale tra indicatori e oscillatori, gli indicatori tecnici possono essere suddivisi in due gruppi principali:

1 – Indicatori leading

Gli indicatori leading (dall’inglese “che guidano” o “primari”) sono quelli che si basano sull’identificazione delle tendenze, la loro formazione e il loro verificarsi, ma sono cruciali anche per prevedere le inversioni di mercato

Questa tipologia di indicatori è utilizzata dai traders in modo da anticipare il cambiamento del trend. L’obiettivo è quello di aprire e chiudere posizioni di mercato in previsione dei nuovi andamenti.

Sembrerebbe che gli indicatori leading siano la tipologia da preferire per fare investimenti, dal momento che anticipano l’inizio di un trend offrendo segnali operativi chiari. In verità però gli indicatori leading offrono anche molti “falsi segnali”. Si tratta di segnali che non portano il prezzo nella direzione preventivata.

I leading funzionano facendo un’analisi del prezzo di mercato che parte dallo storico dei prezzi. Sappiamo però che il mercato non si muove sempre nello stesso modo e di conseguenza l’andamento potrebbe essere diverso rispetto alla ciclicità mostrata in precedenza.

Le formule matematiche che sono alla base di questi indicatori  spesso creano falsi segnali, che diventano vere e proprie trappole per i trader. Per evitare queste trappole è necessario incrociare più dati provenienti da altri indicatori, o comunque utilizzare anche l’analisi fondamentale per avere conferme.

Ecco alcuni esempi di indicatori leading:

  • l’Oscillatore Stocastico (OS)
  • il Relative Strenght Index (RSI)
  • il Commodity Channel Index (CCI)
  • l’Average True Range (ATR)
  • l’Average Directional Index (ADI)

Per ciascuna tipologia di indicatori si consiglia di approfondirne il funzionamento, in questo modo si può capire in quali particolari frangenti di mercato ciascuno di essi torna utile. Infatti anche gli indicatori da usare non vanno scelti a caso, ma in base al tipo di asset sul quale si opera.

2 – Indicatori Lagging

Gli indicatori “lagging” (che operano in differita, in ritardo) individuano invece trend già formati o inversioni già avvenute. Risultano essere particolarmente utili, per fare analisi di mercato in quanto rivelano la condizione attuale dei movimenti del prezzo con velocità ed efficienza.

Tra gli indicatori lagging abbiamo:

  • le Medie Mobili (MM)
  • il Moving Average Convergence/Divergence (MACD)
  • le Bande di Bollinger (BB)
  • Il Parabolic Stop and Reverse (PSR)

Ovviamente anche gli indicatori lagging utilizzano i prezzi storici del mercato per fornire dati utili a fare previsioni sull’andamento futuro del prezzo. Le formule matematiche che sono dietro a questi indicatori funzionano in modo da creare dei segnali operativi efficaci e affidabili.

Come è facile immaginare anche questa categoria di indicatori tecnici non è esente da difetti. Gli indicatori lagging hanno il problema che i dati forniti arrivano sempre dopo che si sono verificati i cambiamenti di mercato, questo può portare i traders a prendere le decisioni sbagliate.

Con questa modalità di operazione quindi non è possibile lavorare prevedendo l’andamento del mercato, ci si può basare solo su quanto è già avvenuto. Risultano quindi utili per capire lo storico di un prezzo, ma non per prevederne il movimento.

Tuttavia, grazie alle loro caratteristiche gli indicatori lagging risultano estremamente utili per avere una conferma del movimento del mercato e per capire se il cambiamento di trend è avvenuto davvero o è stato solo un falso movimento. Proprio in questo modo vengono sfruttati gli indicatori lagging dai trader più esperti. Aiutano ad evitare i falsi segnali, per questo vanno sempre usati.

5 Diverse categorie di indicatori

Fino a questo momento abbiamo suddiviso gli indicatori di trading in alcune categorie molto generaliste. Tuttavia, è possibile scendere più nel dettaglio per andare a parlare delle 5 categorie principali in cui è possibile suddividere gli  indicatori con specifiche caratteristiche.

Nello specifico, possiamo parlare di:

  • indicatori di trend
  • indicatori di volume
  • indicatori di momentum
  • indicatori di volatilità
  • indicatori grafici

Andiamo ora a specificare per tutte le varie categorie quali sono gli indicatori principali e quelli ritenuti più efficaci per investire da parte degli esperti di mercato.

Indicatori di trend: quali sono e come funzionano?

Per capire cos’è un indicatore di trend sarà meglio specificare prima cos’è una tendenza di mercato più nel dettaglio. Quando il mercato effettua un movimento importante e duraturo al rialzo o al ribasso, si parla di trend o tendenza del mercato.

L’identificazione dell’inizio e della fine di una tendenza è una componente chiave di un’analisi di mercato. Un trend può essere individuato nel grafico di un singolo asset, di un settore o anche di un tasso d’interesse o del rendimento di un’obbligazione.

I trend più comuni sono detti al rialzo e al ribasso. Poiché un asset si muove per massimi e minimi, un trend al rialzo può essere riconosciuto da massimi e minimi crescenti. Allo stesso modo, si parla di trend al ribasso in presenza di massimi e minimi decrescenti.

In totale le tendenze di mercato sono 3:

  • Trend Rialzista: detto anche mercato bullish che come abbiamo visto prevede un andamento in rialzo del prezzo per un certo periodo di tempo.
  • Trend Ribassista: detto anche mercato bearish, prevede che l’andamento del prezzo sia prevalentemente al ribasso in un certo lasso di tempo.
  • Trend Laterale: il mercato ha una tendenza laterale quando continua a non superare al rialzo e al ribasso un certo range di prezzo.

Quindi, il compito degli indicatori di tendenza è quello di aiutare i trader a scovare movimenti di mercato rialzisti o ribassisti al fine di prendere decisioni per investire. Come dicono storicamente gli insiders del trading “The Trend is your Friend“.

Questo detto che tradotto significa “il trend è tuo amico” vuol dire che le migliori occasioni di mercato si presentano soltanto quando questo è in tendenza. Per questo è facile immaginare la fondamentale importanza di tutti gli indicatori che aiutano il trader a controllare l’inizio e la fine di tendenze di mercato sia rialziste sia ribassiste.

Ecco i principali indicatori di tendenza:

1 – ADX o Average Directional Index

L’ADX, conosciuto anche come Average Directional Index è certamente tra gli indicatori di trading più famosi e più semplici da usare, la sua peculiarità è proprio la capacità di individuare i trend di mercato facilmente.

L’ideatore dell’ADX è stato Welles Wilder, un ingegnere con la passione per l’analisi tecnica. Egli necessitava di uno strumento per misurare la forza di un trend e per questo ideò l’ADX. Questo indicatore è così ben strutturato che è in grado di mostrare quando un trend perde la sua forza, ma anche quando il mercato si congestiona o si crea una fase laterale.

L’ADX viene utilizzato specialmente per fare trading sul Forex, ma la sua efficacia va ben al di là di questo mercato. In realtà le sue analisi risultano affidabili anche per altri mercati come quello delle materie prime o quello delle criptovalute. Osservandolo è possibile capire le intenzioni degli investitori sul mercato individuando per tempo possibili inversioni.

Leggere l’ADX è piuttosto semplice perché esso si compone di pochi elementi, ma ben chiari e strutturati. Principalmente ci sono due linee delle quali bisogna seguire il movimento: la Positive Directional Indicator e la Negative Directional Indicator.

Per scoprire di più sull’ADX leggi la nostra guida completa cliccando qui. Nella guida parliamo anche di come investire utilizzandolo.

2 – Indicatore Media Mobile: semplice, ma efficace

Le medie mobili sono l’indicatore di trading più semplice in assoluto e vengono utilizzate fin dagli albori del trading online. Ogni trader e analista finanziario ha nel suo armamentario di base anche le medie mobili. Nonostante siano semplici da leggere offrono anche grandi spazi interpretativi utili agli investitori.

Le medie mobili sono utili principalmente allo scopo di seguire l’andamento del mercato e le sue tendenze. Esse aiutano il trader a scegliere il momento migliore per aprire o chiudere un eseguito di mercato. In analisi tecnica tradizionale esse rappresentano degli algoritmi.

Si tratta di strumenti matematici che consentono, attraverso formule, di ricavare un indicatore sintetico dell’andamento del prezzo di un asset finanziario. Se guardiamo le medie mobili da un punto di vista matematico, non è un caso se portano questo nome. Media sta appunto per media di un certo numero di valori matematici, e Mobile sta per il fatto che si tratta di linee in costante aggiornamento e movimento.

Le medie mobili si calcolano sull’andamento passato del prezzo e ci parlano del suo presente. Per saperne di più leggi la nostra guida dedicata solo alle Medie Mobili qui.

3 – MACD, Moving Average Convergence Divergence

Fondamentale indicatore di trend è anche il cosiddetto MACD. Si tratta di uno degli indicatori di analisi tecnica più diffusi e si compone a sua volta di medie mobili. In particolare mostra la loro convergenza e divergenza.

Ancora oggi molti di coloro che fanno negoziazioni sui mercati finanziari scelgono il MACD e questo perché come indicatore è in grado di offrire numerosi segnali operativi di grande efficacia. Il numero di informazioni provenienti dal MACD infatti è davvero sterminato.

Non solo il MACD è in grado di indicare la tendenza principale di un mercato, ma anche il momentum e la sua durata. Il MACD riesce a fare questo perché il realtà è come se si trattasse della combinazione di due indicatori di tipo diverso. Il primo sono due medie mobili esponenziali di diversa durata per comprendere il trend.

Il secondo è la differenza tra le due medie mobili espressa dalla cosiddetta MACD Line e individua così un istogramma che oscilla intorno a un epicentro con valore zero. L’istogramma del MACD è in grado di dare informazioni utili relative al momentum di un asset di mercato.

Indicatori di Volume: la partecipazione al mercato

Il volume è un parametro fondamentale per chi fa trading e per questo gli indicatori di volume sono anch’essi molto utilizzati.

Il volume è l’unità di misura della quantità. In ambito finanziario, il volume rappresenta il numero dei contratti di un asset, che viene scambiato in un determinato periodo di tempo. Il volume è uno degli indicatori principali dell’andamento e della liquidità dei mercati e viene spesso confrontato con i prezzi.

Il volume si muove in base al trend del mercato. Per cui, se i prezzi di un mercato sono in rialzo, il volume tenderà ad aumentare e invece diminuirà se il mercato è in ribasso. Il volume è più alto quando abbiamo fluttuazioni di prezzo significative nei mercati, che in genere si manifestano in seguito a importanti notizie finanziarie, annunci macroeconomici, elezioni politiche e così via.

Andiamo a scoprire i principali indicatori di volume:

1 – OBV, On Balance Volume

Questo indicatore fu ideato da Joseph Granville nel 1963, ma resta ancora uno dei migliori in circolazione per controllare i volumi di mercato. Il suo compito preciso è quello di monitorare i volumi di scambio, un dato essenziale per chi opera nel Forex, ma anche su altri mercati finanziari.

Qual è il principio su cui si basa l’OBV?

  • Un aumento dei volumi in entrata porta a un movimento rialzista dei prezzi
  • Un aumento dei volumi in uscita porta a un movimento ribassista dei prezzi

L’indicatore in questione, dunque, serve per controllare i flussi in entrata e in uscita da un mercato.

2 – Indicatore Money Flow Index

L’altro principale indicatore di volume è il Money Flow Index. Questo indicatore può essere usato anche da solo in quanto offre ottimi segnali di mercato basando i suoi dati sui prezzi e sul volume per suggerire momenti ideali di entrata e uscita dal mercato.

Con il Money Flow Index, creato da Gene Quong e Avrum Soudack, è possibile osservare oscillazioni che si spostano tra i valori di zero e cento, qui è possibile trovare segnali che indicano potenziali inversioni di tendenza. Con questo indicatore si possono individuare anche le zone di ipercomprato e ipervenduto.

Indicatori di Momentum: fare analisi sulla forza e debolezza del mercato

Con gli indicatori di Momentum è possibile registrare la forza e la velocità dei prezzi di un mercato e delle tendenze su di esso, tutto questo in un certo lasso di tempo predefinito. In genere il momentum è più forte all’inizio di un trend, mentre perde forza al suo termine.

Quindi il concetto di momentum è presto spiegato. Si tratta della velocità di movimento dei prezzi sui mercati, quindi risulta determinante per prendere decisioni in fase di investimento.

Ci sono due principali indicatori di Momentum:

1 – RSI, Relative Strenght Index

L’RSI è l’indicatore tecnico di Momentum per eccellenza. Esso viene usato per trovare le fasi di ipercomprato e ipervenduto dei mercato e si usa soprattutto sul mercato Forex dove si presenta in tutta la sua efficacia.

Il calcolo della forza relativa, come si intuisce già dal nome dell’indicatore, serve per esprimere la forza o la debolezza di un certo strumento finanziario basandosi sul suo andamento passato. Anche questo indicatore è stato individuato dal buon Welles Wilder nel lontano 1978.

Con l’RSI è possibile misurare la velocità e l’entità della direzione dei movimenti di prezzo. L’RSI oscilla tra i valori di 0 e 100 e si trova in una fase di ipercomprato quando è al di sopra del valore di 70 e in una fase di ipervenduto al di sotto del valore di 30.

Per conoscere i segnali di trading provenienti dall’RSI scopri la nostra guida completa a questo indicatore di trading.

2 – Oscillatore Stocastico

Anche l’oscillatore Stocastico è molto importante da conoscere per chiunque faccia trading online. Si rivela essere utilissimo per individuare momenti proficui di entrata e uscita dal mercato. Proprio per questa ragione i traders tendono a fare grande affidamento sui dati che è in grado di esprimere.

Grazie a questo indicatore si possono individuare le oscillazioni del prezzo e comprenderle, riuscendo a cogliere quelli che sono i migliori momenti operativi. Bisogna però fare attenzione allo stocastico perché può anche generare falsi segnali di quando in quando.

Anche lo Stocastico è in grado di identificare le zone di ipercomprato e ipervenduto del mercato. Esso si basa su quello che in matematica viene definito calcolo stocastico, per cercare di comprendere al meglio i possibili cambiamenti del prezzo.

Con lo Stocastico si mettono in relazione i prezzi di chiusura di una valuta e l’intervallo di prezzo in cui i valori dell’asset oscillano. Dunque questo indicatore è in grado di individuare i massimi e minimi del mercato.

Indicatori di volatilità: ampiezza dei movimenti di mercato

Cos’è esattamente la volatilità di mercato? La volatilità è lo strumento che misura la variazione di prezzo di un asset in un periodo di tempo specifico. È utilizzato principalmente per stabilire qual è la percentuale di rischio di un asset: più la volatilità è alta, più l’operazione di trading sarà considerata rischiosa.

Tuttavia, questo dipende dai punti di vista. In pratica, sono i singoli trader a scegliere quello che è un rischio accettabile per loro e come operare sui mercati. D’altronde è noto che i profitti più alti arrivano proprio dagli investimenti su mercati ad alto tasso di volatilità.

C’è un solo indicatore di volatilità che vale davvero la pena utilizzare ed è il seguente:

1 – Bande di Bollinger

Anche qui stiamo prendendo in analisi uno degli indicatori principali mai utilizzati da chi fa trading sui mercati finanziari. Le bande di Bollinger sono una vera e propria pietra miliare del trading online. Il loro compito è quello di misurare la volatilità dei mercati, ovvero la forza e la partecipazione ai movimenti di prezzo degli asset.

Anche le bande di Bollinger possono essere considerate un indicatore multifunzione in quanto possono aiutare a individuare le fasi di ipercomprato e ipervenduto del mercato. Grazie alla loro efficacia le bande sono in grado di dire quando si muoveranno i prezzi di mercato e se una tendenza sta per giungere al termine.

Con le bande di Bollinger si possono strutturare ottime strategie di trading in quanto i segnali di entrata e uscita dal mercato delle bande risultano essere efficaci in molti casi. Questo strumento è stato ideato da John Bollinger, un analista americano con il pallino per l’analisi tecnica che ha illustrato il suo metodo del 2002.

Scopri di più sulle bande di Bollinger leggendo la nostra guida dedicata qui.

Indicatori Grafici: disegnare è la chiave

Infine introduciamo alcuni indicatori grafici, ovvero parliamo di indicatori che vanno a piazzarsi direttamente sulla rappresentazione grafica del prezzo e che nella maggior parte dei casi vengono tracciati manualmente dal trader come vedremo.

Gli indicatori grafici principali sono 3:

1 – Supporti e Resistenze

Supporti e resistenze sono delle rette che i traders disegnano direttamente sul grafico di prezzo e che vengono a formarsi in quelle che possiamo considerare delle aree limite del mercato.

I supporti si formano su quote di prezzo che il mercato non riesce a superare al ribasso, mentre le resistenze si formano su livelli di prezzo che non vengono superati al rialzo.

Fare trading con supporti e resistenze è piuttosto semplice perché questo indicatore è facile da leggere e genera segnali di trading soprattutto quando il prezzo, sotto forma di candele o linee, supera  proprio la linea tracciata dal trader in un senso o nell’altro.

Con supporti o resistenze si possono fare valide strategie di breakout che indicano eccellenti momenti per entrare e uscire dal mercato. Momenti in cui viene a crearsi forte volatilità e spinta sui prezzi.

Clicca qui e leggi la guida approfondita a supporti e resistenze.

2 – Trend Line

Le trend line funzionano in maniera quasi uguale a quella di supporti e resistenze nel senso che anche esse generano segnali basati sul breakout dei prezzi.

Le trend line sono le linee di tendenza nel senso che vengono tracciate sulle tendenze per capire se sono effettivamente in atto oppure sono giunte al termine.

Ci sono linee di tendenza rialzista e linee di tendenza ribassista basate su massimi e minimi crescenti o decrescenti dei prezzi. Quando una linea di tendenza si rompe possono crearsi inversioni di tendenza sul mercato.

3 – Pivot Point

Infine come indicatore grafico esistono i Pivot Point. Si tratta di modelli di analisi tecnica che funzionano in maniera identica a supporti e resistenze, solo che in questo caso non sono i traders a tracciarli, ma appaiono sul grafico in base a calcoli matematici effettuati in precedenza.

Indicatori di trading: conclusioni

Sebbene questa guida sia piuttosto lunga, noi siamo certi che tu abbia potuto percepire qui quanto vasto sia il mondo degli indicatori tecnici e quanto potenziale può esprimere per quei traders che riescono a sfruttare gli indicatori nel migliore dei modi.

Cosa ti resta da fare ora? Scegli il tuo indicatore di trading preferito, impara ad usarlo e costruisci la tua strategia di investimento per dominare i mercati finanziari.

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