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Criptovalute emergenti 2020 su cui investire: le migliori

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Quando si parla di criptovalute la mente corre direttamente a Bitcoin, la più nota valuta digitale del mondo. Tuttavia, è errato pensare che il mondo delle valute digitali finisca con Bitcoin. E, anzi, è lecito affermare che dietro Bitcoin, Ethereum e Ripple (giusto per citare le tre coin più note), si stiano allineando criptovalute emergenti molto promettenti.

Proprio per poter cogliere le migliori criptovalute emergenti, e cercare magari di investire su di esse prima che il loro valore schizzi verso l’alto, di seguito abbiamo voluto condividere alcune utili riflessioni.

Abbiamo infatti individuato una serie di di criptovalute piuttosto promettenti, commentando ognuno di questi progetti in misura sintetica ma, comunque, sufficiente per poterti far capire di che si tratta.

Parleremo poi di come investire in criptovalute emergenti e, più in generale, come fare trading di Bitcoin.

Ritagliati dunque qualche minuto di tempo, leggi questo nostro approfondimento e, infine, dicci che ne pensi nello spazio dei commenti!

Criptovalute emergenti 2020

La prima cosa che vogliamo fare è capire se abbia o meno senso parlare di criptovalute emergenti 2020. Il mercato è ancora in grado di darci delle soddisfazioni? O le nuove criptovalute emergenti sono prive di particolari ambizioni?

In realtà, non solo ha ancora senso parlare di criptovalute emergenti, ma è anche molto utile soffermarsi su alcuni di questi progetti.

Se infatti è vero che nel corso degli scorsi anni più del 90% delle criptovalute lanciate non ha poi avuto alcun tipo di progresso, è anche vero che oggi il livello di consolidamento e di maturazione dell’ecosistema criptovalutario è molto più avanzato che in passato e, dunque, sembra essere molto più pronto a captare, con maggiore maturità, le criptovalute emergenti 2020 effettivamente più promettenti.

Insomma, il momento giusto per lanciare dei progetti di valuta digitale sostanziosi, stablecoin inclusi, sembra essere quello propizio.

previsioni criptovalute

Criptovalute emergenti su cui investire

Ma come investire sulle criptovalute emergenti?

In realtà, se sei alla ricerca di criptovalute emergenti su cui investire, è bene mettere a freno l’entusiasmo.

Le criptovalute emergenti in senso stetto, ovvero quelle che sono lanciate con IPO, aidrop o altro ancora, spesso sono fuori dalle negoziazioni dei circuiti degli exchange e dei broker CFD, rimando così in un alveo di scambio o attribuzione diretta da parte del fondatore.

È però possibile – e la realtà lo ha dimostrato più volte anche in tempi recenti – che alcune criptovalute emergenti diventino così importanti da ritagliarsi uno spazio all’interno dei listini dei broker CFD.

In tal senso, non possiamo che ampliare momentaneamente questo discorso, e affrontare il focus su come puoi investire in criptovalute nel modo più conveniente possibile. Ovvero, aprendo un conto di trading gratis sui migliori broker CFD. Ma perché?

Considerato che ne abbiamo parlato tantissime volte nel corso degli ultimi anni, non ci soffermeremo eccessivamente sui vantaggi del trading con i broker CFD come eToro (sito ufficiale).

Per saperne di più, ti invitiamo pertanto a dare uno sguardo alla nostra guida completa di eToro, che è uno dei migliori broker in circolazione, e che ti consentirà di comprendere come funzionano i broker in contratti per differenza e come puoi effettivamente cercare di ottenere dei potenziali profitti con essi.

In sintesi, vogliamo però ricordarti che investire in CFD non significa comprare le criptovalute e metterle in portafoglio, come potresti fare con gli exchange, ma si tratta invece di assumere delle posizioni in strumenti derivati che abbiano come sottostanti Bitcoin e le altre criptovalute.

Certo, alcuni broker come eToro (sito ufficiale) ti consentiranno anche di comprare direttamente le criptovalute, considerato che hanno aperto al proprio interno una piattaforma di exchange e di wallet, ma in questo approfondimento ci limiteremo a ricordare quali siano i benefici derivanti dall’uso dei CFD.

Investire in criptovalute con i contratti per differenza ti consentirà infatti di:

  1. poter cercare un profitto potenziale sia nel momento in cui il mercato cresce, sia nel momento in cui il mercato perde terreno. Ciò che rileva non è infatti che il prezzo delle criptovalute sia destinato necessariamente a salire, bensì che la tua previsione sull’andamento del prezzo delle valute digitali sia corretto;
  2. amplificare la portata dei tuoi profitti mediante l’utilizzo di una leva finanziaria, ovvero di un “prestito” che il  broker può erogarti, attraverso cui poter muovere dei capitali molto più importanti di quelli che effettivamente possiedi;
  3. investire con straordinaria facilità, considerato che potrai farlo con delle app create appositamente per l’utenza principiante, che si sta avvicinando per la prima volta al trading con le criptovalute, ma non per questo prive di elementi di personalizzazione e di analisi che potranno soddisfare anche i trader più esperti.

Insomma, se sei interessato a investire in criptovalute con un buon broker come eToro (sito ufficiale) non ti rimane altro da fare che:

  • cliccare qui per aprire un conto di trading GRATIS sul sito ufficiale;
  • effettuare un primo deposito utilizzando il tuo strumento di pagamento preferito;
  • accedere alla sezione Mercati e individuare la criptovaluta sulla quale vuoi investire;
  • aprire una posizione selezionando la direzione (buy / rialzista; sell / ribassista), il capitale da investire, l’eventuale leva finanziaria, gli stop loss e i take profit.

A questo punto dovrai semplicemente confermare l’operazione. La posizione sarà chiusa nel momento in cui impartirai tale ordine manualmente, o nel momento in cui il prezzo della criptovaluta sulla quale hai scelto di investire toccherà un livello minimo (stop loss) o massimo (take profit) indicato.

Non è questa, però, l’unica ragione per la quale dovresti investire in criptovalute mediante un broker CFD come eToro. E, l’altra ragione, si chiama copytrading. Sia già di che si tratta?

comprare criptovalute

Fare copytradig sulle criptovalute

Non tutti i trader hanno evidentemente le conoscenze e le competenze utili per poter investire in completa autonomia sulle criptovalute.

Se tu fai parte di questo ampio recinto di investitori, ma non vuoi comunque rinunciare a investire in criptovalute, c’è una buona notizia per te, che ti consigliamo di non perdere di vista. Puoi infatti delegare ad altri le tue scelte di investimento e, così facendo, approfittare dell’esperienza dei trader più famosi e di successo!

Tale attività, denominata copytrading, vede in eToro il leader indiscusso a livello mondiale.

eToro ti permetterà infatti di copiare quello che fanno gli investitori più affermati della propria community in modo semplice e gratuito. Ma come?

È molto semplice. Dopo aver aperto un conto di trading GRATIS su eToro sul sito ufficiale, dovrai accedere alla piattaforma nella sezione Persone e, qui, usare i filtri di ricerca per poter individuare il trader o i trader che ritieni sia più utile copiare.

In tal senso, ti consigliamo di prestare grande attenzione nel selezionare correttamente l’origine delle tue “copie”.

Molti trader fanno infatti l’errore di seguire in maniera asettica gli investitori che nel passato hanno ottenuto i migliori rendimenti, dimenticandosi che i rendimenti passati non sono certamente un sintomo dei rendimenti che il trader copiato potrebbe ottenere nel prossimo futuro!

È invece molto più utile concentrarsi sull’analisi di altri fattori, come ad esempio i mercati in cui il trader è solito investire, il suo livello di rischio, la provenienza e altri dati che puoi trovare nelle schede di dettaglio su eToro.

Se per esempio vuoi investire in criptovalute, ti basterà selezionare qualche trader che ha l’abitudine di investire una parte cospicua del proprio portafoglio in criptovalute, e che abbia delle caratteristiche di rischio compatibili con la tua strategia di investimento!

Ti ricordiamo in tal proposito che il servizio di copytrading di eToro è completamente grautito. Anche se – ovviamente – non può garantirti dei rendimenti certi, riteniamo sia una utile opportunità per poter diversificare il tuo portafoglio e andare a caccia di utili grazie alle conoscenze altrui!

Clicca qui per aprire un conto gratis su eToro e provare il copytrading!

Le migliori criptovalute emergenti

Di seguito abbiamo voluto individuare e commentare brevemente alcune delle migliori criptovalute emergenti del 2020. Naturalmente, nessuno può dirti che fine faranno queste criptovalute e, dunque, se nei prossimi mesi le loro quotazioni siano destinate a schizzare verso l’alto, oppure se naufragheranno nel nulla.

Ti consigliamo pertanto di leggere attentamente le prossime righe e di iniziare a seguire il destino di queste valute. Quando sarai convinto di investire su di esse, e quando sarà possibile farlo con i tuoi broker preferiti (qualora non sia ancora possibile effettuare tale operazione), potrai muoverti nella giusta direzione con maggiore consapevolezza!

Prima di comprendere quali criptovalute potrebbero fare al caso tuo, però, dai anche un’occhiata ai criteri che abbiamo usato per compiere questa selezione.

Si tratta di alcune tendenze sulle criptovalute emergenti, ovvero a delle linee guida che riteniamo possano contraddistinguere in misura significativa il mercato delle valute digitali nei prossimi mesi.

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Stablecoin, il 2020 è il loro anno?

Le stablecoin, criptovalute che hanno un valore di mercato ancorato ad un altro asset o ad un’altra valuta come il dollaro USA, sono diventate sempre più popolari negli ultimi due anni. Tether, l’attuale leader in questo segmento, ha attualmente una capitalizzazione di mercato che gli è valso il terzo posto nella lista delle criptovalute più capitalizzate del mondo, ed è utilizzato in coppie di trading di spicco su decine di exchange crittografici in tutto il mondo.

Tuttavia, Tether è stato anche riccamente contestato all’interno di polemiche sulle sue presunte difficoltà nel fornire effettive coperture con riserve in dollaro USA. Polemiche che tuttavia non dovrebbero aver scalfito la solidità di Tether e delle stablecoin, sicuramente una delle tendenze al top per questo 2020, e che potrebbero dare una mano per avvicinare le criptovlaute al mondo degli strumenti di pagamento, e non più, solamente, degli strumenti speculativi.

L’ingresso di alcuni big sul mercato

Alcuni giganti tech internazionali, e diverse organizzazioni finanziarie multinazionali, stanno mostrando un crescente interesse per le stablecoin. All’inizio del 2019, giova rammentare, due big come Facebook e JPMorgan Chase – due società multimiliardarie – hanno annunciato la loro prima incursione nello spazio della criptovaluta con i propri token nativi. Anche se i progetti di JPM Coin e di Libra hanno affrontato parecchi problemi, non è escluso che possano finalmente essere lanciate entro il prossimo anno. Rimane inoltre da vedere se altre società seguiranno l’esempio e annunceranno la loro stablecoin nel breve medio termine, o si siederanno alla finestra in attesa di capire come si muoverà il comparto nei prossimi mesi proprio sulla scia dei pionieri.

Entrambe le società hanno dichiarato che la mossa è diretta a consentire il commercio internazionale e il trading in condizioni più efficaci e più eque. A differenza dei token criptovalutari, infatti, è noto che i sistemi tradizionali di trasferimento di denaro possono essere lenti e costosi a causa della presenza di terze parti. Favorire un trasferimento diretto, grazie alla tecnologia blockchain, potrebbe probabilmente rimuovere una buona parte delle inefficienze di sistema e, dunque, consentire un più rapido avvicinamento a questi progetti in maniera più consolidata.

La Cina potrebbe fare da apripista

La criptovaluta e la blockchain hanno attirato l’attenzione di diversi governi e banche centrali. Mentre alcuni hanno temuto di adottare la tecnologia, Paesi come il Venezuela hanno deciso di lanciare i propri token criptovalutari per aggirare una debole economia locale e sfuggire alle sanzioni internazionali. Il governo cinese, nel frattempo, si è dichiarato interessato a valutare lo studio di un token che integri lo yuan cinese.

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A differenza di molte nazioni semi-sviluppate e in via di sviluppo, l’infrastruttura di pagamento cinese è altamente digitale e mobile. Applicazioni come WeChat e AliPay sono considerati i metodi di pagamento de facto, sia offline che online. Dato che i token crittografati offrono un’esperienza utente simile a quella di queste applicazioni, il passaggio a un’offerta di valuta digitale sostenuta dallo yuan sarà probabilmente senza soluzione di continuità per una parte significativa della popolazione del Paese.

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Il successo delle app che usano i propri token

Le applicazioni basate su token hanno riportato un numero crescente di utenti, oltre a una serie di nuove funzionalità e pietre miliari di sviluppo. Sia sufficiente rammentare l’esempio di Brave, che ha superato gli 8 milioni di utenti, e che ha presentato una partnership con Everipedia. O ancora a Steemit, che ha annunciato Smart Media Tokens, una nuova moneta digitale dedicata agli imprenditori dei contenuti digitali. Alluva, nel frattempo, è una piattaforma di ricompense basata su token che sta lavorando per diventare il più grande network di analisti al mondo. La vera e propria app, entrata in funzione all’inizio di quest’anno, permette a chiunque di guadagnare premi gratuitamente valutando il potenziale di prezzo delle varie criptovalute.

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Una migliore integrazione nell’ecosistema finanziario

I principali operatori del settore finanziario e fintech sono entrati nel settore della crittovaluta nell’ultimo anno, come avvenuto con la società proprietaria della Borsa di New York e una serie di società di mercato globali come CME Group. Entrambe hanno offerto futures Bitcoin, servizi di custodia e altre opzioni agli investitori istituzionali. Di conseguenza, gli investitori istituzionali – una minoranza storicamente minoritaria nei mercati delle valute criptate – stanno investendo con maggiore fiducia in questo settore.

A conferma di ciò, Coinbase, Kraken e Gemini sono solo alcune dei numerosi exchange che si rivolgono anche agli investitori accreditati negli Stati Uniti. Considerando la velocità con cui l’ecosistema criptovalutario è cresciuto nell’ultimo decennio, la lista di cui sopra può essere considerata solo un punto di partenza. I cambiamenti normativi, le nuove tecnologie e la scoperta di nuovi casi d’uso hanno il potenziale per influenzare e perturbare il mercato in modo significativo, e senza dubbio continueranno a farlo nei prossimi mesi e anni.

Detto ciò, ipotizziamo alcune delle criptovalute emergenti che potrebbero fare il botto nel 2020!

NEO

NEO è una piattaforma su blockchain nata per facilitare lo sviluppo di asset digitali e contratti intelligenti. La piattaforma utilizza due diversi token (simili all’Ethereum): il primo si chiama NEO, esattamente come la blockchain, mentre il secondo si chiama GAS. Entrambi i token hanno usi specifici sulla piattaforma NEO.

Ricordiamo che l’obiettivo primario di NEO è quello di diventare una piattaforma digitale, decentralizzata e distribuita per gli asset non digitali attraverso l’uso di contratti intelligenti. Ciò significa che il suo obiettivo è quello di diventare un’alternativa digitale per i trasferimenti di beni attualmente non digitali. Un esempio potrebbe essere quello della persona che intende pagare l’affitto utilizzando un contratto intelligente che si attiva automaticamente una volta al mese invece di impostare un pagamento bancario, e usufruendo di benefici in termini di efficienza, economicità e rapidità, che invece i pagamenti tradizionali mediante l’intermediario bancario non possono offrire con questi livelli di affidabilità.

A questo punto, però, giova compiere un breve approfondimento sui due token nativi della piattaforma NEO, che servono a scopi diversi.

I token NEO rappresentano la proprietà della blockchain NEO e vengono utilizzati per creare blocchi e gestire la rete. Quando si sceglie di detenere NEO nel portafoglio, si viene ricompensati con i token GAS.

I token GAS dal canto loro danno il diritto di usare la blockchain NEO. Proprio come Ether della rete Ethereum, il GAS è il “carburante” che alimenta le transazioni nel sistema NEO.

Ma perché NEO potrebbe essere una delle criptovalute emergenti del 2020 e, più in generale, una delle critpovalute che potrebbero crescere più rapidamente nel prossimo futuro?

La piattaforma NEO, con il suo sistema di token NEO e GAS, è drasticamente diversa dal Bitcoin e da molte altre criptovalute in circolazione.

Innanzitutto, è bene notare come la più piccola unità di NEO sarà sempre pari a 1 unità, e questa non può essere divisa come le altre monete come il Bitcoin. La ragione principale è che, proprio come le azioni di una società o di un servizio, NEO non può essere diviso in frazioni. Questo potrebbe diventare un problema in futuro se il valore di NEO aumentasse, ma gli exchange hanno comunque già adotatto dei metodi di divisione della valuta digitale, che non approfondiremo oggi (ma ci torneremo!).

In secondo luogo, sottolineiamo come la più grande caratteristica di differenziazione è il sistema a due livelli di NEO e GAS. Sebbene GAS possa essere acquistato e venduto in alcuni exchange, gli utenti in genere acquistano i token NEO, che rappresentano la loro quota di partecipazione nel futuro della piattaforma. Il vantaggio del sistema a due livelli entra in gioco nel momento in cui si trasferisce NEO nel portafoglio compatibile con NEO.

Mentre si tiene NEO, infatti, si inizia a generare automaticamente il GAS man mano che altri blocchi vengono generati dalla costruzione della catena di blocchi. Con ogni nuovo blocco generato, vengono distribuiti 8 GAS per tutti i 100 milioni di NEO esistenti. Si tratta di un sistema simile all’Ethereum ma molto diverso dall’estrazione in Bitcoin, in quanto il valore del GAS è disaccoppiato dal valore di NEO.

Infine, evidenziamo come un altro fattore importante che distingue NEO da Bitcoin sia l’uso di contratti intelligenti che, per certi versi, sono l’equivalente digitale del tenere il denaro in deposito a garanzia con una terza parte, con l’intenzione di liberare i fondi in futuro non appena verificata l’effettuazione di una specifica obbligazione.

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Dogecoin

Un’altra criptovaluta emergente che merita un po’ di attenzione è Dogecoin, valuta digitale dalla storia “unica” nel suo genere, o quasi.

Nata come uno “scherzo”, Dogecoin ha saputo trarre la propria fortuna dalla presenza di una community folta e particolarmente “affezionata” a questo progetto. Vuoi un esempio?

A poche settimane del suo varo, nel 2013, un hacker riuscì a rubare 21 milioni di Dogecoin, per un valore di 12.000 dollari. Ebbene, la community criptovalutaria è intervenuta immediatamente e ha iniziato una raccolta fondi per sostituire le valute rubate. Entro febbraio del 2014, i fondi vennero completamente rigenerati, assorbendo così la perdita originaria.

Questo tipo di generosità non è rara all’interno di Dogecoin, tanto che – in fondo – uno dei motivi per cui così tante persone desiderano investire in Dogecoin è proprio il fatto che stiamo parlando di un progetto molto più “amichevole” della maggior parte delle comunità criptovalutarie che potresti trovare in giro.

Eppure, come abbiamo già rammentato, Dogecoin è nato come uno scherzo, per “merito” di un uomo di nome Jackson Palmer, che ha preso le sembianze di un meme di internet e l’ha trasformato in una valuta digitale. La maggior parte dei  nostri lettori ricorda probabilmente il meme del cane Shiba Inu, che divenne una presenza fissa in moltissime bacheche su Facebook. Ebbene, Palmer, insieme all’aiuto del programmatore Billy Marcus, ha combinato questo meme al fatto che proprio in quei frangenti Bitcoin stava esplodendo, per poter lanciare una propria personalissima versione di una criptovaluta, il 6 dicembre 2013.

Né il programmatore né i primi partecipanti alla community di Dogecoin potevano immaginare che a distanza di soli due anni già oltre 100 miliardi di DOGE erano in circolazione. Da allora il suo valore è salito in molte occasioni, fino a diventare una delle criptovalute altcoin più importanti al mondo.

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Chainlink

Chainlink è un sistema decentralizzato per l’uso dei contratti intelligenti. Dalla creazione di Ethereum e dal crescente utilizzo di smart app dal 2017, i contratti intelligenti hanno gradualmente dimostrato la loro utilità in numerosi settori e, dunque, non stupisce che i progetti criptovalutari che hanno come obiettivo quello di favorire l’utilizzo di queste applicazioni siano sulla cresta dell’onda.

Oltre a Ethereum, che rappresenta certamente il network più conosciuto per chi vuole effettuare operazioni in contratti intelligenti, esiste però almeno un altro ecosistema degno di nota, come Chainlink: una rete pubblica a blockchain, aperta a tutti, verificabile, resistente alla censura, perfettamente funzionante 24 ore su 24, con la possibilità di essere usata per trasferire valore sotto forma di criptovalute.

Prendendo spunto dal più noto Ethereum, i creatori di Chainlink hanno ben pensato di creare un sistema decentralizzato, sempre disponibile, resistente a possibili manipolazioni, e che fornisca informazioni accurate per incrementare il livello di sicurezza condivisa del progetto.

Gli usi di Chainlink sono molteplici. È possibile utilizzare questa rete per ottenere informazioni precise sul prezzo di un’azione in Borsa, sul meteo di una città o sul vincitore dell’ultima  partita della propria squadra di calcio. Qualsiasi applicazione decentralizzata che richieda un alto grado di affidabilità sui dati esterni importati nei suoi contratti potrà dunque beneficiare dei servizi forniti da Chainlink.

All’interno di Chainlink è poi presente una criptovaluta, denominata LINK, un token fornisce l’incentivo economico necessario affinché ciascuna parte svolga correttamente i propri compiti. Il token è utile perché viene utilizzato attivamente nell’ecosistema ChainLink. E, come tale, può essere anche oggetto di scambio sui principali exchange.

Tuttavia, è ora difficile prevedere il successo che il ChainLink avrà nell’ecosistema criptovalutario sul medio o sul lungo termine. Se questa architettura si dimostrerà efficace, la domanda seguirà di conseguenza trascinando al rialzo i prezzi dei token.

Il team che sta dietro al progetto è piuttosto serio e competitivo, affidabile e professionale, ed è supportato da una community molto attiva sui social network. Insomma, requisiti base molto importanti per potersi garantire un futuro roseo… o quasi!

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Brave

Concludiamo questa breve panoramica sulle migliori criptovalute emergenti del 2020 con Brave.

Brave Software è un’azienda fondata da Brian Bondy e Brendan Eich, che è anche il co-fondatore della più celebre Mozilla. Gli sviluppatori di questo progetto hanno lavorato sul browser web Chromium, la versione gratuita e open source di Google Chrome, hanno aggiunto alcune funzionalità integrate per la privacy e il pagamento e… l’hanno ribattezzato Brave.

Ma perché bisognerebbe usare Brave come proprio nuovo browser predefinito?

In primis, quando si utilizza Brave, gli annunci e i tracker sono bloccati per impostazione predefinita. L’azienda sottolinea che l’esperienza dell’utente può dunque migliorare sensibilmente, rendendo la navigazione più fluida e veloce, perché i tempi di caricamento sono più brevi (anche se è possibile ottenere prestazioni simili tramite i blocchi degli ads, che non richiedono l’installazione di un browser dedicato).

Tuttavia, oltre alle caratteristiche di privacy di Brave, la vera innovazione è il sistema di pagamento integrato chiamato Brave Payments. Con un solo click, un utente può attivare questo sistema basato su un token ERC-20 Ethereum, il Basic Attention Token. L’utente sceglie il numero di annunci che vedrà all’ora, da zero a cinque, che verranno visualizzati sul suo schermo come notifiche. Per ogni annuncio pop-up, all’utente vengono accreditati 0,05 BAT, l’equivalente di 0,015 dollari.

Ora, se si ritiene (ed è probabile) che il valore del Basic Attention Token aumenterà in futuro, è possibile acquistare questi token anche mediante alcuni exchange. Notiamo che per il momento non è possibile ritirare i gettoni BAT in un altro portafoglio, ma se l’utente lo desidera, può impostare un sistema di ricompensa per i siti che visita, e per esempio dedicare una parte dei suoi premi BAT per finanziare automaticamente i suoi siti web preferiti.

In fin dei conti, entrando in un mercato come quello della pubblicità online, Brave è un diretto concorrente di Google in questo segmento per il quale la gestione della pubblicità rappresenta la principale fonte di ricavi. È chiaro che scegliere un concorrente come Google potrebbe non essere la mossa più intelligente, ma se Brave riuscisse realmente a passare da progetto sperimentale a una vera e propria minaccia per Google, allora è probabile che si cercherà di “stroncare” il progetto sul nascere. Fin quando invece Brave rimarrà una curiosità emergente, o si ritaglierà una nicchia di modesto rilievo, è possibile che possa proseguire nella sua strada di sviluppo.

Ora, anche se troviamo interessante l’esperimento, riteniamo che su BAT vi siano molti dubbi sul fatto che possa o meno essere un positivo investimento a lungo termine, in quanto questo token può essere facilmente sostituito da Bitcoin o DAI. Tuttavia, il fatto che si possano accumulare dei BAT gratis installando il relativo browser e guardando qualche spot pubblicitario ogni ora, rende questa criptovaluta una possibilità da provare per tutti coloro i quali sono alla ricerca di un nuovo cavallo vincente su cui puntare (gratuitamente).

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Leggi anche: Investire in Bitcoin.

Conclusioni

In questo nostro approfondimento abbiamo avuto modo di condividere alcune riflessioni sulle criptovalute emergenti e sul modo con cui sia possibile ottenere un profitto da esse.

Prima di lasciarti con lo spazio dei commenti, dove ti invitiamo a condividere le tue valutazioni in merito, ti ricordiamo che l’investimento in criptovalute,  e soprattutto in valute emergenti digitali, è un investimento ad alto tasso di volatilità e, come tale, sottoposto a rischi anche elevati. Tienilo a mente, prima di investire con eccessiva enfasi e troppo ottimismo!

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