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RSI

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Hai già sentito parlare dell’oscillatore RSI? Se sei qui è probabile di si. Dopotutto si tratta di uno dei migliori indicatori di trading in circolazione, utilizzato da tutti i massimi professionisti del settore, ma spesso anche dai principianti.

L’RSI, conosciuto anche con il nome per esteso di Relative Strenght Index è un indicatore utilizzato per misurare la forza del mercato. Da solo, oppure affiancato ad altri indicatori di trading è in grado di offrire eccellenti segnali di negoziazione ogni qual volta si presentano su grafico.

Nella nostra guida e approfondimento sull’RSI puoi scoprire quali sono i parametri consigliati per un suo proficuo utilizzo. Andiamo anche a spiegare tutte le informazioni che si possono ottenere dall’indicatore per un’analisi di mercato affidabile e obiettiva.

Dunque, continua a leggere la nostra guida. Con l’ausilio dell’RSI potrai portare la razionalità e la precisione nelle tue negoziazioni sui mercati finanziari. Imparando tutti i trucchi e i segreti legati all’oscillatore puoi migliorare le tue performance di trading e quindi anche i tuoi profitti.

Nessun altro indicatore di trading è in grado di verificare la forza del trend in corso così come ci riesce il Relative Strenght Index. Puoi usarlo fin da subito per negoziare su qualsiasi mercato disponibile sulle migliori piattaforme di trading.

Cos’è l’RSI e come funziona?

Tra gli oscillatori del trading l’RSI è uno di quelli più apprezzati in assoluto. Da sempre esso viene utilizzato per fare proficue operazioni specialmente sul mercato dei Futures (ovvero quello delle materie prime), ma non sono pochi i traders che lo preferiscono per il Forex e per i titoli azionari.

Il “Relative Strenght Index” o indice di forza relativa in italiano, è un indicatore molto datato. La sua invenzione risale infatti al 1978. In quell’anno Welles Wilder, l’inventore dell’RSI, lo brevettò pubblicando il libro “New Concepts in Technical Trading System”. Ma nonostante l’indicatore sia vecchio è più efficace che mai nell’analisi di mercato.

oscillatore rsi

Nell’immagine si può notare un classico grafico di prezzo. Nella parte superiore si trova la rappresentazione del prezzo sotto forma di candele giapponesi. Al di sotto, invece, troviamo l’RSI rappresentato da questa linea blue che appunto “oscilla” all’interno di un range ben preciso.

Cosa sono gli oscillatori?

Per capire esattamente cos’è l’RSI e come funziona è innanzitutto necessario specificare che si tratta di un oscillatore. Nel trading online esistono due tipologie di indicatori che si possono suddividere nel seguente modo:

  1. Oscillatori: vengono così chiamati gli indicatori di trading che non si visualizzano direttamente sul prezzo, ma hanno un loro grafico specifico. Essi prendono questo nome dal fatto che si muovono all’interno di range predefiniti oppure oscillano intorno a una linea.
  2. Indicatori: la differenza con gli oscillatori è che un indicatore viene posizionato direttamente sul prezzo e ne segue il trend. Molti indicatori, come supporti e resistenze, vengono tracciati dai traders a mano direttamente sul grafico. Ma lo stesso discorso vale anche per le Trend Line.

L’RSI, dunque, rientra nella grande famiglia degli oscillatori. Questo genere di strumento di analisi è molto efficace per fare trading e da il meglio di se nelle fasi laterali di mercato dette trading range.

Perché usare l’RSI?

Qualsiasi oscillatore, compreso l’RSI, viene utilizzato allo scopo di analizzare e misurare le tendenze di mercato. Grazie all’RSI una tendenza può essere confermata e validata nella sua forza, oppure l’indicatore può suonare il campanello d’allarme segnalando che ci sono indizi di un’inversione del trend.

Gli oscillatori offrono 2 letture principali sui mercati:

  • Indicano livelli elevati di ipercomprato e ipervenduto
  • Indicano le divergenze

Quando all’interno degli oscillatori vengono raggiunte zone cosiddette “estreme”, si ottengono dati fondamentali per effettuare buone operazioni di trading.

Ad esempio, quando con gli oscillatori si ottengono indicazioni sulla forza o sull’eccesso nell’andamento del prezzo, possono essere generati segnali di mercato. Le zone estreme sono solitamente indicate con i termini di ipercomprato ed ipervenduto.

Quando gli oscillatori giungono in queste zone estreme il trader deve essere attento a valutare la situazione. Nel momento della fuoriuscita da queste turbolenze vengono generati i preziosi segnali di trading utili perché aumentano le probabilità di riuscita di un trade.

Valori e Range dell’RSI

Sulle migliori piattaforme di trading online si trovano tutti gli indicatori e gli oscillatori più importanti, tra cui non può mai mancare l’ RSI. Per farlo apparire al di sotto del grafico di prezzo dell’asset selezionato basta scorrere il menù degli indicatori che ogni buona piattaforma dovrebbe avere.

Una volta selezionato l’oscillatore, in genere, si chiede di settare le impostazioni di calcolo dello stesso; buona norma, soprattutto se sei un principiante, è  lasciare i valori di default invariati. A meno di casi particolari, i valori standard impostati sulla piattaforma sono molto efficienti per analizzare l’andamento di qualsiasi bene o titolo di mercato.

Solitamente, il valore standard che si può trovare su qualsiasi piattaforma è 14 periodi. Volendo lo si può modificare, ma noi consigliamo di non farlo per il semplice fatto che aumentare o diminuire questo valore può causare la generazione di falsi segnali di mercato.

In linea generale possiamo aggiungere che i traders tendono ad abbassare il numero di periodi portandoli da 14 a 9 oppure a 7 per rendere l’indicatore più agile e veloce quando si opera su Time Frame del grafico più ristretti, al di sotto delle prospettive di day trading.

Come abbiamo detto l’RSI si trova già pronto all’utilizzo presso le piattaforme di trading, tuttavia, riportiamo qui la formula per il suo calcolo per una questione di completezza:

  • RSI = 100 / (1+ R)

L’oscillatore si muove all’interno di una fascia di valori che va da 0 a 100. Ma a quali valori bisogna prestare particolare attenzione in fase di negoziazione?

Zone di Ipercomprato e Ipervenduto

I momenti chiave che non devono mai passare inosservati a un trader si verificano quando l’oscillatore si muove nelle sue aree più esterne:

  • Segnale di eccessivo ribasso: al di sotto del valore di 30 il mercato si segnala in ribasso eccessivo. Questo è un esempio di estremo negativo del mercato.
  • Segnale di eccessivo rialzo: allo stesso modo bisogna osservare la zona al di sopra del valore di 70. Qui si ha un esempio di estremo positivo del mercato.

Nel primo caso ci troviamo in una situazione in cui l’asset si è mosso troppo fortemente e troppo velocemente al ribasso. Di conseguenza l’oscillatore dovrà essere considerato in ipervenduto;

Nel secondo caso la situazione è all’opposto. I prezzi sono stati spinti troppo in alto e troppo velocemente, per questo il mercato potrebbe presto cercare nuovi livelli di equilibrio. Ci si trova in una fase di ipercomprato.

segnali-trading-indicatore-rsi

Nell’immagine soprastante puoi notare 2 esempi consecutivi di mercato che si sposta in fasi di eccesso. L’analisi in questione si avvale dell’RSI per comprendere l’andamento di mercato dell’asset Forex Euro/dollaro.

Quello che si sta osservando è un grafico giornaliero dell’euro dollaro. Le contrattazioni in quella giornata sono partite forte spingendo il prezzo molto in alto e portandolo a superare quota 1,30. Tuttavia, il mercato è finito in eccesso e l’RSI ha prontamente segnalato la situazione evidenziando valori sopra 70 (primo cerchio verde).

Viceversa è accaduto poco dopo. Verso le ore 13 il prezzo ha subito un eccessivo ribasso portandosi a quota 1,29, ma il mercato invece di proseguire in fase ribassista ha spinto per tornare al suo livello di equilibrio su 1,30. L’RSI è stato comunque pronto a mostrare l’ipervenduto con la sua linea che è scesa al di sotto di 30.

RSI in fascia mediana

Quando il prezzo si trova in fascia mediana, come si può interpretare la situazione? Quando l’RSI è intorno al valore di 50 ci troviamo in una fase di sostanziale stabilità del prezzo di mercato.

In una simile situazione si può comunque individuare la direzione prevalente del mercato. Basta osservare il comportamento della linea dell’RSI:

  • Ci si trova in una fase tendenzialmente rialzista se la curva dell’indicatore si trova al di sopra della linea fissa mediana.
  • Ci si trova in una fase più ribassista se la curva dell’RSI tende a muoversi al di sotto della linea mediana fissa.

Ora probabilmente ti sarà più facile comprendere da dove prende il nome l’indicatore. Grazie all’RSI, infatti, è possibile percepire la forza relativa del mercato. Esso va a definire meglio le situazioni di stabilità e lateralità del mercato mostrando le intenzioni prevalenti di domanda e offerta.

Ecco perché gli esperti, in genere, consigliano l’utilizzo dell’RSI nelle fasi laterali delle negoziazioni invece che in quelle che presentano chiari trend. Con un simile strumento anche condizioni normalmente avverse per fare trading diventano propizie.

Segnali di Trading dell’RSI

Come si può usare l’indicatore in fase di trading sui mercati finanziari? In base alle condizioni di mercato è possibile ottenere sia segnali operativi rialzisti sia ribassisti:

1 – Segnale apertura posizione Long

Andare “Long” in gergo significa acquistare il bene o titolo di mercato prescelto. Ma come fare a capire il momento ideale per un acquisto?

Non è difficile riconoscerlo, tutte le volte che l’RSI si porta al di sotto del valore di 30 si ottiene un chiaro segnale rialzista. La tendenza ribassista del mercato non è destinata a durare e il prezzo presto tornerà a crescere.

rsi segnale rialzista

La perfetta descrizione di un segnale di acquisto la ritroviamo nell’immagine qui sopra. Il prezzo del tasso di cambio sul dollaro australiano e quello canadese indugia per qualche tempo su quota 0,94$.

L’oscillatore RSI tocca per più volte la quota di 30 e la supera al ribasso. Ecco generarsi il segnale rialzista. Il mercato conferma il nuovo andamento con una breve tendenza al rialzo facilmente sfruttabile con un acquisto sul mercato.

Il segnale in questo caso viene confermato anche dalla rottura di una resistenza da parte del prezzo, di conseguenza può essere considerato affidabile.

2 – Segnale apertura posizione Short

Andare “Short” in gergo significa aprire una posizione di vendita sul mercato. Ecco come individuare il momento perfetto per aprire una simile posizione:

Tutte le volte in cui l’RSI si porta al di sopra del valore di 70 potrebbe generarsi un chiaro segnale ribassista. È evidente che c’è stato un rialzo troppo forte sul mercato, per questo il prezzo cercherà un nuovo livello di equilibrio più in basso.

indicatore-rsi segnale ribassista

Questa immagine mostra come in una stessa settimana di contrattazione vi sia stato sia un segnale ribassista sia rialzista. Il grafico che osserviamo è quello dell’euro su franco svizzero. La situazione di ipercomprato si verifica a quota 1,217 con RSI al di sopra del valore di 70.

Subito il mercato reagisce avviando una tendenza ribassista che si arresta soltanto intorno a quota 1,214. Qui di nuovo arriva un segnale da parte dell’RSI che portatosi in ipervenduto segnala l’imminente rialzo successivo fino a quota 1,2155.

RSI e divergenze di mercato

Come ogni altro oscillatore anche l’RSI è in grado di mostrare le cosiddette “divergenze”. Le situazioni di divergenza tra l’indicatore e il prezzo sono essenziali nell’ambito delle analisi di mercato. I segnali di divergenza rappresentano un enorme vantaggio per i traders perché consentono di cogliere le inversioni del mercato poco prima che si verifichino.

Una divergenza tra il prezzo della valuta e l’indicatore RSI può avere due significati:

  • il prezzo si sta esaurendo, quindi è probabile che vi sia un movimento correttivo nel contesto di una tendenza di fondo esistente.
  • la fine dell’attuale tendenza è vicina e il mercato potrebbe invertire o iniziare a consolidarsi.

Ma come si individua una divergenza? Esse si verificano quando il prezzo si muove in una direzione mentre l’RSI si sposta nell’altra. Le divergenze, dunque, possono essere di due tipi: rialziste e ribassiste.

  • Divergenze RIALZISTE: in una simile situazione si può osservare il prezzo che mette a segno minimi sempre più bassi mentre l’oscillatore segna minimi più alti dei precedenti.
  • Divergenze RIBASSISTE: qui invece il prezzo mostra massimi sempre più alti mentre l’oscillatore mette e segno massimi più bassi dei precedenti.

Gli analisti hanno compreso il valore delle divergenze perché hanno notato che soprattutto sul lungo periodo esse tendono ad essere soddisfatte.

Ciò significa che se l’RSI mostra una divergenza rialzista, mentre il mercato è ribassista presto potrebbe verificarsi un’inversione rialzista anche del trend. Allo stesso modo, se l’RSI mostra una divergenza ribassista in poco tempo l’andamento negativo del mercato potrebbe essere intrapreso anche dal prezzo.

Rischi delle divergenze RSI

Le divergenze, però, non possono essere considerate affidabili nel 100% dei casi. Innanzitutto esse non vengono formarsi ogni volta che si verifica un’inversione e viceversa non sempre quando l’indicatore le mostra poi si avvera l’inversione prevista.

Tuttavia, è possibile dire che in presenza di una divergenza le probabilità che il trend inverta la sua corsa aumentano in modo considerevole. Il grande vantaggio, come è ovvio, sta nel fatto che le divergenze permettono di anticipare il mercato. Ma questa non sempre è la cosa giusta da fare.

Muoversi in anticipo rischia di esporre l’investitore a forti perdite sul capitale. Bisogna dunque usare cautela, perché esse non suggeriscono il momento preciso in cui si verificherà l’inversione del trend.

La maggior parte dei traders professionisti attende conferme del segnale ottenuto dall’RSI grazie all’utilizzo di altri indicatori. Un ottimo modo per ottenere conferme ai segnali di divergenza è l’utilizzo delle Trend Line oppure di Supporti e Resistenze.

Quali asset usare per investire con RSI?

Per completare il quadro relativo all’RSI bisogna sicuramente offrire qualche consiglio sui mercati migliori dove utilizzarlo per fare trading online.

Come hai avuto modo di vedere i segnali generati dall’RSI provengono principalmente dagli eccessi del mercato. Ciò significa che un ambiente di analisi particolarmente propizio per l’indicatore sono i mercati ad alta o altissima volatilità. Il miglior esempio in tal senso è il mercato Forex.

Il Forex o FX è il mercato dove si scambiano le coppie di valute. Come avrai notato, nel corso della nostra guida abbiamo scelto soprattutto immagini relative a grafici di prezzo del mercato Forex, questo non era un caso.

Il Forex presenta molto spesso le condizioni ideali per fare trading attraverso l’RSI. Questo mercato si caratterizza per un elevato tasso di volatilità e questo lo porta molto spesso a toccare eccessi come le zone di ipercomprato e ipervenduto.

In particolar modo si può consigliare di operare su cambi di valute come:

  • EUR / USD
  • USD / CAD
  • JPY / NZD
  • USD / JPY
  • GBP /USD

Consigli sulla gestione finanziaria

In fase di trading, inutile negarlo, si corrono sempre dei rischi. I mercati sono volubili e spesso sono davvero difficili da interpretare e per questo motivo bisogna imparare a proteggere se stessi e il capitale di negoziazione.

Usare un indicatore di trading come l’RSI aiuta proprio a prevedere le fasi di mercato e i possibili capovolgimenti di fronte, ma purtroppo questo non basta. Anche operando con la massima cautela si può incappare in falsi segnali che vanno ad inficiare a volte anche le migliori analisi.

Per evitare che i falsi segnali vadano a intaccare il proprio capitale di trading bisogna impostare al meglio gli ordini Stop sulla propria piattaforma di negoziazione. Una buona regola usata da tutti i professionisti è quella di impostare uno Stop Loss sul 5% di perdita massima del proprio capitale totale.

Questo meccanismo permette di entrare a mercato con tutto il proprio potenziale di trading, ma di assicurarsi un’uscita automatica dal trade nel caso in cui il mercato cominciasse a muoversi seriamente nella direzione contraria alla propria posizione aperta.

Con questa semplice precauzione si può evitare di farsi del male in fase di negoziazione e si può tutelare gli investimenti presenti e quelli futuri.

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