Petrolio Brent: previsioni 2021 e opportunità di trading

Quale sarà il prezzo del petrolio Brent nel 2021? Si pongono questa domanda coloro che vedono un’occasione di guadagno nel petrolio, e in particolare nel Brent. Non è facile rispondere. In primis, perché azzardare previsioni è più complesso di quanto si possa pensare, anche se l’asset è molto leggibile (come in questo caso). Sono semplicemente troppi i fattori in gioco.

Soprattutto, è il 2021 a infondere incertezza negli investitori e negli analisti. Sarà un anno di transizione? Di rinascita? Una brutta copia del 2020? Ancora è troppo presto per dirlo.

E’ possibile, però, a uso e consumo dei trader del petrolio Brent, proporre una riflessione circa le sfide che l’asset dovrà affrontare nei prossimi mesi e trarne delle stime. Ovviamente si può ragionare su chi, da un pulpito più o meno prestigioso, si è già espresso sull’argomento. E’ proprio ciò che faremo nel corso di questo articolo.

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    Un focus sul Petrolio Brent… e sul 2021

    Il petrolio viene spesso definito come una commodity. Tuttavia, ne esistono svariate tipologie, le quali si differenziano per numerosi elementi, non ultimo la lavorabilità. In maniera del tutto convenzionale, e da una prospettiva di investimento, sono assurte a tipologie “benchmark” il WTI e il Brent.

    Il WTI è il petrolio estratto negli Stati Uniti, in Louisiana, in Nord Dakota e in Texas.
    Il Brent è il petrolio estratto nel mare del Nord, tra le coste britanniche e quelle della Norvegia.

    Le loro differenze, però, non si limitano alla mera origine geografica. Il WTI ha una qualità superiore, nel senso che viene raffinato con maggiore facilità. Tuttavia, è il Brent a costare di più. Sia chiaro, si parla di qualche dollaro al barile in media (per quanto la forbice possa allargarsi e stringersi in base alle contingenze), ma la differenza è comunque evidente.

    Perché il Brent costa di più? I motivi sono principalmente due.

    La produzione è ridotta. Non che si estragga poco petrolio, è bene specificarlo. Semplicemente, se ne estrae di meno rispetto al WTI. Ciò, per la banale ma sempre illuminante legge della domanda e dell’offerta, impatta sui prezzi.

    E’ più comodo da trasportare. La questione ruota attorno alla logistica. Sostanzialmente, il Brent si trova “già in mare”, a ridosso delle rotte commerciali più importanti. Per questo motivo, è molto richiesto dai paesi asiatici, che sono anche quelli con il ritmo di crescita più elevato. Di nuovo, a incidere è la legge della domanda e dell’offerta. In questo caso, risulta determinante una richiesta maggiore rispetto al WTI.

    Che il Brent sia più costoso del WTI non è scolpito nella pietra. Nella maggior parte dei casi è così, ma non è detto che il WTI, prima o poi, possa compiere il sorpasso. Anzi, in passato è accaduto. Le condizioni affinché si assista a questo fenomeno sono particolari, e coinvolgono aspetti sia geopolitici che tecnici.

    Dal punto di vista del trading di commodities, ovvero dell’importanza che ricoprono per l’attività di investimento speculativo, Brent e WTI possono essere posti sullo stesso piano. In buona sostanza, sono ugualmente importanti.

    D’altronde, siamo di fronte ai due “benchmark” di un mercato che è molto più variegato di quanto si possa immaginare.

    Perché fare previsioni sul Brent

    Detto ciò, qual è il senso di stimare il prezzo del Brent nel 2021? Ebbene, dal prezzo del petrolio, Brent compreso, dipendono le quotazione di tantissimi altri asset. Il riferimento è in particolar modo alle azioni delle società petrolifere, che da sempre calamitano l’interesse degli investitori. Gli introiti di queste società dipendono dal prezzo del petrolio.

    A loro volta, gli introiti, o per meglio le performance in campo economico, determinano le quotazioni dei relativi titoli azionari.

    Leggi anche: Comprare azioni ENI

    Le riflessioni sul Brent, dunque, dovrebbero coinvolgere non solo chi trada direttamente questo asset, ma anche chi pratica un’attività di investimento su asset in qualche modo “correlati”, e rispetto ai quali il prezzo dell’oro nero funge da market mover.

    A ricoprire un ruolo importante, però, non è solo l’analisi previsionale, ma anche quella corrente, il monitoraggio costante.

    Internet abbonda di “chart” poco affidabili. Il consiglio, se si vuole rimanere sempre aggiornati sul prezzo del petrolio, e in particolare sul prezzo del Brent, è di affidarsi a piattaforme, portali e siti all’avanguardia e precisi.

    Una buona scelta è data da Petrolioquotazione.com, un sito/portale incentrato quasi unicamente sul petrolio. Il sito è davvero completo, riporta numerose informazioni, fornisce importanti consigli (a uso e consumo tanto dei principianti quanto degli esperti).

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    Il 2021 del petrolio Brent

    Come sarà il 2021 del petrolio Brent? Prima di rispondere a questa domanda è bene fare il punto sull’anno appena trascorso. Un anno molto particolare sotto tanti punti di vista, non ultimo quello del trading.

    Ebbene, durante tutto il 2020 il Brent (ma anche il WTI) ha particolarmente sofferto. Non è stato una sua prerogativa.

    Assieme a lui ha sofferto il WTI, ovviamente, ma anche tanti altri asset, e soprattutto quelli con un focus sull’energia. Non c’è di cui stupirsi: le chiusure forzate hanno ridotto fabbisogni energetici, di carburante etc. Essendo diminuita la domanda, è sceso anche il prezzo.

    Notevole è stato il tonfo di fine febbraio, quando il Brent è precipitato da una quotazione vicina ai 60 dollari al barile a livelli inferiori ai 20 dollari. Il tutto, nel giro di due mesi scarsi.

    Con l’estate, il Brent è iniziato a rivalutarsi, per poi subire un contraccolpo a cavallo di agosto e settembre. Per fortuna, ha concluso l’anno con un trend rialzista, favorevole a chi aveva deciso di comprare petrolio.

    Cosa è accaduto di preciso? E’ abbastanza intuibile. Il crollo di febbraio è stato determinato dall’esplosione della pandemia, che ha colto di sorpresa un po’ tutti. In un tempo davvero breve, gli investitori hanno cercato di scontare un crollo della richiesta, alimentando un circolo vizioso.

    Il secondo calo, certo meno profondo del primo, è dovuto alla recrudescenza del contagio in buona parte d’Europa. Fenomeno, questo, che certamente ha esacerbato le preoccupazioni circa una ripresa economica lenta.

    Se l’economia stenta, la richiesta di “asset energetici” si riduce, con tutto ciò che ne conseguenze per il petrolio (Brent nella fattispecie), ancora considerato – non a torto – come motore delle attività produttive.

    Detto ciò, quali sono le sfide che il petrolio Brent dovrà affrontare nei prossimi mesi? Ecco un elenco esaustivo degli elementi da prendere maggiormente in considerazione.

    Esito della pandemia.

    E’ il convitato di pietra di qualsiasi analisi di mercato. D’altronde, è l’argomento che ha tenuto maggiormente banco l’anno scorso. Ad ogni modo, vi è grande incertezza intorno alla situazione epidemica.

    I vaccini di Moderna o Pfizer di riusciranno a mettere la parola fine al caos? La risposta forse non dipende dall’efficacia dei vaccini stessi, quanto dalla capacità distributiva dei vari sistemi sanitari.

    L’obiettivo è sconfiggere il Covid e riprendere il cammino della crescita economica. Nella migliore delle ipotesi, le economie inizierebbero a correre, determinando un aumento della domanda di petrolio, a cui seguirebbe l’aumento delle sue quotazioni.

    La variante inglese.

    Può essere definito come un cigno nero del cigno nero, la disgrazia nella disgrazia. La variante inglese, che è decisamente più contagiosa, potrebbe posticipare la fine della pandemia, con tutto ciò che ne consegue per le speranze di crescita.

    La questione riguarda da vicino il Brent, in quanto “petrolio britannico”. Il legame non è diretto, sia chiaro, ma è ovvio che in una situazione come il destino del Brent sia legato alle vicende del Regno Unito.

    La stabilità finanziaria.

    Anche questo è un tema che va tenuto d’occhio. Tutte le banche centrali, o quasi, sono impegnate in politiche espansive come non se n’erano mai viste. Allo stesso modo, i governi stanno emettendo stimoli fiscali di portata epocale. Ciò, è quasi pleonastico dirlo, incide sulla tenuta finanziaria, soprattutto se il debito pubblico è elevato.

    Alla lunga, anche qualora si prefigurasse la peggiore delle ipotesi e una crescita lenta/inesistente, i governi e i policy maker potrebbero “dire basta”, anche solo per evitare che una drammatica crisi finanziaria si sommi a quella sanitaria, sociale etc. Ecco che le economie reali subirebbero un contraccolpo, e lo stesso varrebbe per la domanda di petrolio.

    Le decisioni dell’OPEC.

    Il consiglio è di porre la massima attenzione sul ruolo dell’OPEC. In passato, anche recente, ha dimostrato di poter incidere sulle quotazioni del petrolio. Nella maggior parte dei casi, tagliando la produzione. Di norma, i propositi di ciascuna riunione sono annunciati per tempo, ma le decisioni sono frutto di contrattazioni, dunque vi è sempre la massima incertezza sulla natura delle deliberazioni.

    Nella peggiore delle ipotesi, ovvero in caso di crisi economica e pandemica, l’OPEC potrebbe entrare a gamba tesa per evitare un deprezzamento del petrolio.

    Petrolio Brent 2021: le opinioni degli esperti

    Cosa prevedono gli esperti per il 2021? Come si comporterà il Brent? Ebbene, le opinioni e le stime sono discordanti, come spesso accade nelle fasi di incertezza.
    Di seguito presentiamo le opinioni di alcuni esperti che recentemente si sono espressi circa il futuro prossimo del Brent. Nello specifico, descriviamo le posizioni di Fitch, Moody’s e Goldman Sachs.

    Secondo Fitch, il Brent preformerà in maniera tutto sommato accettabile, senza grosse ricadute rispetto alle cifre raggiunte a fine 2020. Nello specifico, prevede una media di 53 dollari al barile. Valore, questo, ben lungi dai minimi toccato qualche mese fa, e persino lontano da quelli toccati durante gli anni bui della crisi del 2008 (che rispetto a quella odierna sembra quasi una bazzecola).

    La previsione di Fitch è giustificata dalla sensazione che, nonostante tutto, la domanda di derivati del petrolio (carburante in testa) aumenterà in maniera sensibile, pur non riuscendo a colmare il vuoto generato nel 2020.

    Molto più pessimista Moody, che in un report di metà dicembre, aveva prospettato un Brent a 45 dollari al barile per il 2021. Il motivo di questo pessimismo va ricercato nelle prospettive tutt’altro che rosee (ma nemmeno catastrofiche a dire il vero) circa la domanda.

    Decisamente ottimista, invece, è Goldman Sachs, che prevede addirittura un Brent a 65 dollari al barile. Una cifra che ricorda “i fasti” di inizio 2020, quando la pandemia era ancora in nuce. Goldman Sachs non nega le difficoltà che le economie stanno affrontando e dovranno affrontare per molto tempo, ma evidenzia le prospettive sanitarie.

    Esse, infatti, sono migliorate grazie all’approvazione dei vaccini, che dovrebbero incidere in maniera radicale sulla situazione sanitaria e, di conseguenza, su quella economica e finanziaria.

    Previsioni Petrolio Brent

    Leggi anche: Trading Finanziario

    Petrolio Brent 2021: un anno buono per i trader?

    Alla luce di tutto ciò, quale anno si prospetta per i trader del 2021? Senz’altro un anno di incertezze. Persino gli esperti non hanno trovato la quadra, avanzando ipotesi anche molto diverse le une dalle altre.

    Va detto, però, che il petrolio potrebbe rivelarsi nel corsi di questo 2021 ancora più “leggibile”, ancora più dipendente dai market mover esterni, da quanto accade al di là del mercato.

    Questo, per chi presta particolarmente attenzione alle note di contesto, potrebbe rivelarsi un vantaggio.

    Il consiglio, dunque, è di monitorare con estrema costanza le vicende riguardanti il petrolio, con un occhio di riguardo alla situazione sanitaria e a quella economica.

    In ogni caso, per chi investe utilizzando piattaforme come eToro c’è la possibilità di speculare sia al rialzo che al ribasso. In pratica, si può guadagnare sempre, sia quando il prezzo del petrolio sale sia quando scende.

    Che cos’è il petrolio Brent?

    Il petrolio estratto nel Mare del Nord.

    Perché di solito il Petrolio Brent costa di più del petrolio WTI?

    Perché le quantità estratte sono inferiori e perché è più facile da trasportare.

    Quali sono le previsioni per il Brent nel 2021?

    Secondo Goldman Sachs e Fitch sono positive, secondo Moody negative.

    Qual è la migliore piattaforma per investire in petrolio Brent?

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